Nessuna colata di cemento sulla Campagnetta: il polmone verde di via Di Vittorio si trasformerà in parco cittadino

È con il mantenimento di una promessa importante che la giunta di Andrea Checchi spegne la candelina del primo anno alla guida della città di San Donato: nessuna costruzione sulla Campagnetta ma la realizzazione di un grande parco cittadino.

L’area di 6 ettari, unico polmone naturale del quartiere Di Vittorio-Parri (per altro il più popoloso della città, ove il rapporto verde-abitante indica che quasi 7mila abitanti hanno diritto a un solo m² di parco a testa), è da vent’anni al centro di una questione che è sembrata senza via d’uscita a partire dal 2009, quando è stato presentato in Comune un piano edilizio confermato poi dal Pgt. Il Piano del Territorio, approvato il 2 maggio 2012 dal precedente esecutivo di Centrodestra sotto il sindaco Dompè, prevedeva una volumetria edilizia pari a 48mila m³, di cui 15mila in via Ravenna (angolo via Correggio) a Metanopoli e ben 33mila sulla Campagnetta.
La nuova modifica apportata dalla giunta Checchi al Pgt prevede una dimezzamento delle volumetrie edificabili (da 48mila a 25mila) e del loro totale trasferimento in via Ravenna, zona già in trasformazione poiché a ridosso del Sesto Palazzo Eni e fortemente votata al terziario. Dunque, il 100% della Campagnetta diventerà Parco.
Non solo. I 2 milioni di oneri di urbanizzazione versati dall’operatore per costruire a Metanopoli, verranno utilizzati per la realizzazione di un parco pubblico al servizio della città. Dopo aver convocato giovedì 16 maggio la stampa locale e il Comitato di quartiere, la Giunta incontrerà la cittadinanza questa sera, martedì 21, in via Di Vittorio. Ora non resta che la modifica al Pgt passi al vaglio del Consiglio comunale. Non sono state vane, quindi, le battaglie dei residenti e del comitato “Giù le mani dalla Campagnetta” che vedono realizzato il loro obiettivo dopo manifestazioni, raccolte firme, mozioni; il comitato già ha una proposta sul nome del futuro parco, che potrebbe essere intitolato a Gustavo Hauser, attivissimo membro ormai scomparso del gruppo. L’annosa vicenda si conclude con grande soddisfazione di tutte le parti: l’operatore – nonostante la riduzione delle volumetrie – costruirà in una zona più appetibile, i residenti tirano un sospiro di sollievo e l’Amministrazione afferma che «una soluzione così prospettata evita un ulteriore consumo di suolo e segna un cambio di rotta con un progetto di progettazione partecipata che vedrà coinvolti tutti i cittadini».
Francesca Tedeschi

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