Il Consiglio comunale dice no al taglio dei gettoni presenza, la mozione della Lega rimane lettera morta

Questo è stato l’esito della votazione, con 16 voti contrari, 7 favorevoli e un astenuto, che ha respinto la richiesta di adeguamento degli emolumenti avanzata dalla minoranza leghista nel corso del Consiglio comunale dello scorso 13 ottobre. La proposta riguardava non solo le indennità percepite dai membri dell’Amministrazione, ma anche i gettoni di presenza spettanti a tutti i consiglieri.

 

«Chiediamo una riduzione del 50% - ha spiegato il vice capogruppo del Carroccio, Roberto Curcio – perché, visto il periodo di crisi che il Paese sta attraversando, la politica deve dare il buon esempio. Un operazione di questo tipo è già stata fatta in molti altri Comuni d’Italia». Dal canto proprio, il gruppo consigliare del PD ha argomentato che, viste le responsabilità assunte dal Consiglio, un gettone di presenza di soli 38 euro lordi sia il minimo spettante.

Di tale avviso è stata anche l’opinione di Sel che, per bocca del Capogruppo Massimo Molteni, ha sostenuto come «tale proposta voglia scaricare sul locale ciò che non si vuole fare a livello nazionale perché, alla luce dell’impegno che è necessario, il compenso è complessivamente adeguato». I rappresentanti del Pdl hanno invece sposato la posizione della Lega argomentando che, i circa 15 mila euro di spese mensili riservate al consiglio, corrispondenti su per giù a 100 mila euro annui, potrebbero essere destinati ad altri fini.
Alessandro Garlaschi