San Giuliano: ancora polpette crude per i bambini delle elementari

Si tratta del secondo caso dall’inizio dell’anno scolastico. In entrambi gli episodi la pietanza incriminata proveniva dal centro cottura della Cavalcanti

Le polpette

Le polpette "incriminate" servite il 14 settembre

Il Comune ha già sanzionato le società che gestiscono la refezione

I riflettori si riaccendono sul servizio di refezione scolastica per gli istituti primari di San Giuliano poiché, nel giro di poco più di un mese, per ben due volte agli alunni sono state servite polpette crude. Il primo caso è scoppiato lo scorso 14 settembre, quando nelle mense de alcune scuole elementari cittadine erano giunte polpette giudicate non cotte adeguatamente. Alla luce delle sonore proteste dei genitori, il Comune era subito corso ai ripari, applicando ai gestori del servizio di refezione (Gemeaz Elior Spa e Sma Ristorazione Srl) una penale pari al costo del pasto, che dunque non era stato addebitato alle famiglie. Mercoledì 19 ottobre, però, quindi poco più di un mese dopo il primo episodio, si è ripresentato il medesimo disguido. «Dopo lo spiacevole episodio del 14 settembre scorso – ha fatto sapere il sindaco, Marco Segala -, sono state nuovamente servite polpette apparentemente crude, poichè di colorazione interna dal rosa al rosso. Il centro cottura è ancora una volta quello di Cavalcanti e non quello della Fermi; infatti, le polpette servite alla scuola dell'infanzia Piaget risultavano adeguate. Tenuto conto del precedente, congiuntamente ai Responsabili delle Aziende che erogano il servizio, il controllo qualità ha deciso di non servire il secondo piatto e laddove è previsto il doppio turno (Rodari e Giovanni XXIII) si è provveduto a sostituirlo con il prosciutto cotto. Per ovviare al problema, il gestore ha distribuito nel pomeriggio una merenda. Come Amministrazione, a fronte di questo gravissimo episodio, abbiamo chiesto agli uffici la massima severità». In tal senso il Comune ha già convocato i responsabili delle società che gestiscono la refezione cittadina, annunciando la volontà di far partire una contestazione, come peraltro previsto dal capitolato d’appalto. Intanto la questione ha letteralmente infiammato i gruppi di discussione sui social network, con i genitori degli alunni che hanno chiesto in coro all’Amministrazione di assumere seri provvedimenti. «Pensare che paghiamo 110 euro al mese – ha commentato un utente -. Ma non si potrebbe quantomeno pensare di cambiare gestore?». «Il servizio ha un costo e non è gratuito – ha fatto eco un altro genitore - , i genitori devono avere la massima serenità e non il pensiero di cosa possa accadere ai propri figli ad ogni mezzogiorno, non è un terno al lotto». 
Redazione Web

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