San Giuliano connection, la Procura indaga un gruppo criminale composto da pubblici ufficiali ed imprenditori

La Guardia di Finanza ha denunciato a piede libero per corruzione ex sindaco, ex vicesindaco, ex dirigente ufficio tecnico e tre imprenditori, sotto la lente degli inquirenti la convezione del centro commerciale

Un fotogramma diffuso dalla Guardia di Finanza

Un fotogramma diffuso dalla Guardia di Finanza

Sotto sequestro anche il centro commerciale e il cinema multisala

San Giuliano Milanese, 20 febbraio 2018. Il centro commerciale di San Giuliano con annesso cinema multisala e 80 negozi  è stato messo sotto sequestro preventivo dalla Guardia di Finanza con un provvedimento emesso dal G.I.P. di Lodi, su richiesta della Procura della Repubblica di Lodi, per un ammontare complessivo di oltre 17 milioni di euro, in relazione a reati che vanno dalla corruzione alla frode fiscale ipotizzati come commessi da ex amministratori pubblici locali ed imprenditori. L’attività di indagine della Guardia di Finanza e della Procura di Lodi ha permesso di disvelare il sistema illecito relativo alla Convenzione riguardante il Programma Integrato di Intervento denominata “ex albergo” sottoscritta in data 25 maggio 2009 (a pochi giorni dalle elezioni comunali) tra il comune di San Giuliano Milanese e la Milpar Srl di Milano. Tale convenzione prevedeva un intervento di riqualificazione, di oltre 50 milioni di euro per la costruzione di un centro commerciale, di un complesso alberghiero residenziale, di una stazione ferroviaria, nonché di altre opere di urbanizzazione di fatto mai realizzate. Le indagini hanno permesso di rilevare la presunta corruzione dei vertici pro-tempore del Comune di San Giuliano, il Sindaco Marco Toni, il Vice-sindaco con assessorato ai lavori pubblici Cristian Stefanoni e il dirigente del Settore Tecnico e Sviluppo del Territorio che, attraverso omissioni ed illecite influenze, hanno concesso il permesso di costruire omettendo di far depositare le polizze fideiussorie e in un secondo momento facendole depositare false. Tra i beni individuati dalla Fiamme Gialle in alternativa alla materiale apprensione delle somme indicate nel provvedimento (trattandosi di cd. sequestro per equivalente) vi sono anche il centro commerciale San Giuliano ed il cinema multisala ivi allocato. Si tratta dell’epilogo dell’operazione “Easy Game” che ha permesso di delineare la presenza di un gruppo criminale composto da pubblici ufficiali ed imprenditori, capace di ottenere, mediante una consolidata struttura corruttiva basata su una ramificata rete di conoscenze, di consenso e di rapporti duraturi all’interno del comune di San Giuliano Milanese, tutti gli atti autorizzativi necessari alla realizzazione del centro commerciale San Giuliano in violazione delle norme di legge. L’attività della Guardia di Finanza ha inoltre permesso di rilevare che il gruppo di imprenditori indagati, attraverso cessioni simulate ed un sistema di fatture false per oltre 140 mln di euro, hanno ottenuto indebiti vantaggi di imposta di fatto reimpiegati per la costruzione del centro commerciale; in un caso è stato anche creato artatamente un credito I.V.A. fittizio per il quale la società proprietaria del centro ha ricevuto nel 2015 un bonifico dall’ Agenzia delle Entrate di oltre 7 mln di euro. «La presente operazione – recita il comunicato delle Forze dell’Ordine - testimonia come la Guardia di Finanza operi ogni giorno per ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini; la corruzione altera le regole della sana competizione tra le imprese, danneggia gli onesti e fa aumentare i costi dei servizi pubblici: contrastare la corruzione vuol dire rilanciare l’economia del Paese».
«Un sistema estremamente complesso da ricostruire e che ha comportato circa un anno e mezzo di indagini», confermano il procuratore capo Domenico Chiaro e il comandante provinciale delle Fiamme Gialle colonnello Vincenzo Andreone. L’indagine, avviata alla fine del 2015, si è conclusa con il sequestro del centro commerciale San Giuliano e del cinema multisala (circa ottanta negozi e 1200 dipendenti), per cui il tribunale di Lodi nominerà in seguito un custode giudiziario. Oltre al centro commerciale e al cinema vi sono appartamenti e beni mobili trovati nella disponibilità dei sei indagati. Sequestrata a uno degli imprenditori della società anche una cassetta di sicurezza contenente orologi di marca (Rolex, IWC Schaffausen e Cartier), diamanti e un lingotto d’oro da mezzo chilogrammo.

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