San Giuliano: la maggioranza si spacca sulla proroga alla convenzione ex Blue Residence

4 consiglieri a 1 assessore contro l’orientamento dell’Amministrazione. Al fine la questione passa al Tar, che dovrà pronunciarsi in merito

PII

PII "ex Blue Residence" Il progetto originario previsto dalla convenzione urbanistica tanto dibattuta (Di questo sono stati realizzati il centro commerciale e l'Esselunga)

La questione inerente la proroga del Piano Integrato di Intervento denominato “Ex Blue Residence” è stato motivo nelle scorse settimane di alcune frizioni interne alla maggioranza al governo di San Giuliano, che hanno visto la nascita di una piccola “fronda” interna in disaccordo con l’orientamento dell’amministrazione. Il PII, che ha già portato alla realizzazione del Centro Commerciale di Zivido con annesso un supermercato Esselunga, prevede a carico dell’operatore privato anche la futura costruzione di un hotel, di un palazzo uffici e, soprattutto, dell’attesa stazione ferroviaria di via Tolstoj. La proroga della convenzione, necessaria per dare esecuzione a queste opere aggiuntive, era di fatto già stata concessa nel maggio del 2013 dal collegio di Vigilanza, ma proprio tale questione è stata foriera dei dissapori interni alla maggioranza. 4 consiglieri del Partito democratico, infatti, (Giuseppina Caruso, Gilberto Cardinali, Muntaha Wahsheh e Paolo Anelli) nelle scorse settimane avevano presentato una mozione in cui chiedevano al sindaco sangiulianese, Alessandro Lorenzano, di procedere direttamente alla ratifica della proroga già di fatto concessa dal collegio di Vigilanza, senza più portare la questione in Consiglio comunale. Tale posizione era poi stata sposata anche da uno dei membri della Giunta, cioè l’assessore all’Urbanistica Mario Oro, il quale aveva sottolineato l’importanza della sottoscrizione della proroga onde dotare la città della nuova e tanto attesa stazione ferroviaria. La posizione espressa dai consiglieri democratici prendeva peraltro le mosse anche da una precedente sentenza del Tribunale amministrativo regionale, cui si era rivolto l’investitore privato, che intimava al Comune di pronunciarsi in merito alla convenzione entro il 15 gennaio scorso. Trascorsa tale scadenza senza risultati, l’operatore privato si era nuovamente rivolto al Tar, presentando una istanza di inottemperanza. Dal canto proprio, invece, l’Amministrazione aveva presentato una delibera che chiedeva al Consiglio comunale di non approvare la proroga al PII, perché secondo il sindaco, Alessandro Lorenzano, questa non avrebbe salvaguardato l’interesse pubblico, vista l’assenza di garanzie sulle fideiussioni necessarie a dar avvio alle opere. Dopo che nei giorni scorsi la questione è stata al centro di due convocazioni di Consiglio comunale, in cui però è stata poi ritirata dalla scaletta degli ordini del giorno, la svolta definitiva si è avuta alla fine nel corso della riunione consigliare di lunedì 16 marzo. In questo contesto, pare su spinta della direzione provinciale Pd, l’intoppo politico è stato superato per mezzo di un voto compatto da parte della maggioranza, che ha “deciso di non decidere”, rinviando ulteriormente la discussione sulla proroga alla convenzione. Attraverso questo passaggio, quindi, la “palla” è stata di fatto rimbalzata nelle mani del Tar, che sarà chiamato a sbrogliare la matassa, molto probabilmente per mezzo della imminente nomina di un commissario che avrà il compito di risolvere la questione una volta per tutte. 
Alessandro Garlaschi  

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