Sciopero Trenord, saltano le fasce di garanzia: pendolari senza treni
Numerose segnalazioni dai viaggiatori: cancellazioni e ritardi anche tra le 6-9 e le 18-21, caos nel Sud Est Milano
Il tabellone dei ritardi e delle cancellazioni di questa mattina a San Zenone al Lambro
Le fasce di garanzia disattese
Lo sciopero in corso del personale Trenord sta trasformando in un incubo la giornata di migliaia di pendolari lombardi. Le cosiddette fasce di garanzia, che dovrebbero assicurare la circolazione dei treni dalle 6 alle 9 del mattino e dalle 18 alle 21, non sono state rispettate. Numerose segnalazioni sono arrivate in redazione già dalle 7.30, raccontando di corse cancellate e viaggiatori lasciati a terra.
Molti sottolineano un principio di fondo: «Lo sciopero è un diritto costituzionale, ma non deve trasformarsi in un obbligo per chi vorrebbe andare a scuola o al lavoro e si trova invece senza alcun mezzo di trasporto pubblico».
San Zenone e Tavazzano isolate
Le situazioni più gravi si sono registrate a San Zenone e Tavazzano, dove l’unico collegamento ferroviario è rappresentato dalla linea S1. La cancellazione di più corse consecutive ha significato l’azzeramento totale del servizio, anche nelle fasce teoricamente protette. Un pendolare segnala: «Per Saronno, stamattina, nessun treno S1 da San Zenone e Tavazzano. Sono stati cancellati in fila quelli delle 7.34, 8.04 e 8.34».
Secondo i viaggiatori, solo due corse della S1 verso Milanoi sarebbero riuscite a transitare regolarmente, lasciando a terra decine di persone che si sono ritrovate senza alternative immediate.
La rabbia dei comitati viaggiatori
Dal Comitato Viaggiatori, in particolare da chi utilizza quotidianamente i treni verso Milano, le lamentele sono state unanimi. Un utente racconta: «Io da San Zenone verso Lodi ho trovato un treno sì e uno no, ma la stragrande maggioranza dei pendolari diretti a Milano è rimasta bloccata».
Altri segnalano anche una gestione poco trasparente dell’informazione in stazione: «Il treno 24124 per Saronno era indicato come regolare, poi tolto dai treni in arrivo senza segnalare la cancellazione. Una scorrettezza massima».
Caos nel Sud Est Milano
Il quadro che emerge dalle segnalazioni è quello di un Sud Est Milano letteralmente nel caos. Le cancellazioni ripetute, l’incertezza e la scarsa chiarezza sugli avvisi hanno contribuito ad alimentare la frustrazione dei pendolari. Studenti e lavoratori hanno dovuto improvvisare soluzioni alternative, spesso con autobus sovraffollati o passaggi in auto.
La sensazione comune è che, al di là del diritto allo sciopero, i disservizi si stiano traducendo in un pesante costo sociale per chi ogni giorno deve muoversi tra Lodi, Milano e l’hinterland. Un pendolare conclude amaramente: «Quando le fasce di garanzia non vengono rispettate, significa che i cittadini vengono lasciati soli. Non è più uno sciopero, è il blocco di un territorio intero».
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Redazione 



















