Assolti Alessandrini, sindaco di Segrate, il comandante Giona e Zanchetta. T-Red regolari

Assolti i T-Red, erano regolari. «Il fatto - che ha portato a una vera “gogna mediatica” – non sussiste». Questa in sintesi la conclusione del Tribunale sulla vicenda dei semafori “dal rosso facile”. La sentenza, pronunciata il 3 febbraio nell'aula della IV Sezione Penale del Tribunale di Milano, assolve con formula piena tutti gli imputati segratesi: il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini - accusato di abuso d'ufficio - , il comandante della Polizia locale, Lorenzo Giona e l'ex vice Dario Zanchetta, ai quali era contestato, oltre all'abuso d'ufficio, anche il reato di turbativa d'asta.

«Oggi provo una grande soddisfazione – ha commentato fuori dall'aula l'avvocato Gabriele Roveda, legale difensore del sindaco Alessandrini . Ho sentito il Sindaco commosso, al telefono, quando gli ho comunicato la sentenza. Finalmente si pone la parola fine a questa triste vicenda che vede uscire totalmente pulita l'Amministrazione segratese, non solo il Sindaco. Resta il rammarico però. Il danno d'immagine è stato enorme, questo non si cancella. I media ci hanno etichettato come truffatori e ladri», ha concluso, facendo un esplicito riferimento alla puntata della trasmissione “Le Iene” andata in onda lo scorso anno e interamente incentrata sui T-Red.
«Questo processo non doveva neanche nascere – ha aggiunto l'avvocato Franceso Borasi, difensore, insieme al collega Omini, del comandante Giona – e noi l'abbiamo sempre sostenuto. Sono soddisfatto perché la struttura della Polizia locale di Segrate, dopo sette anni di inferno, risulta totalmente estranea a ogni ipotesi di reato».
Sulla stessa linea anche l'avvocato Giovanni Briola, difensore di Zanchetta, ha rilasciato questa questa dichiarazione: «Oggi posso dirmi pienamente soddisfatto. Abbiamo creduto nel processo, lo prova anche il fatto che il mio assistito sia stato presente a tutte le udienze e oggi l'assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto” dimostra che non è stata commessa nessuna illegalità». Tra gli imputati, condannati rispettivamente a 4 e 1 anno di reclusione per il reato di turbativa d'asta, solo i due imprenditori coinvolti: Raoul Cairoli, all'epoca amministratore della Citiesse - l'azienda distributrice in esclusiva dei T-Red - e Giuseppe Astorri, direttore commerciale della Scae, l'azienda che vinse l'appalto a Segrate per la fornitura delle apparecchiature. Caduta l'accusa più grave nei loro confronti di associazione a delinquere, tra 15 giorni saranno rese note le motivazioni della sentenza; intanto i loro legali si sono detti in parte soddisfatti dell'esito del processo.
In particolare l'avvocato Marco Santarcangelo, legale di Cairoli, ha commentato: «Quattro anni: una pena troppo severa. Gli sono state contestate alcune turbative d'asta - questo spiega i quattro anni - , ma secondo noi non ci sono gli estremi. Presenteremo singoli appelli e siamo certi che si arriverà alla piena assoluzione. Confido nella Corte d'Appello.». Nello specifico, poi, l'avvocato Brenelli, che ha sostenuto la difesa Astorri con il collega Riboldi, ha voluto anche aggiungere: «In realtà per noi non c'è stata nessuna turbativa. I T-Red, infatti, non avevano concorrenti. Si trattava - è stato riconosciuto da tutti – del dispositivo migliore disponibile sul mercato, pertanto non sarebbe stato nemmeno necessario indire una gara».
A uscire a testa bassa invece, l'ex comandante dei vigili di Segrate, Franco Fabietti - sostenitore dei cittadini multati, parte civile nel processo - che, fuori dall'aula, non ha nascosto alla stampa il grande disappunto per la sentenza. «Sono deluso, amareggiato e anche indignato», sono state le sue testuali parole. «I Comuni hanno scoperto di avere una banca – ha continuato – nel corpo di Polizia. Questa è la tesi che sostengo da tempo e non mi stancherò mai di gridarla a tutti a alta voce. Intendo andare avanti sul fronte civile, anche se oggi purtroppo sono molto sfiduciato». Ad oggi però, la sentenza rende merito alla tesi sostenuta dagli avvocati difensivi. Il “movente” che avrebbe spinto il Sindaco e tutta l'Amministrazione segratese a installare i T-Red non sarebbe stato il “far cassa”, bensì la “prevenzione”. «Semplice tutela della sicurezza dei cittadini – come hanno da sempre detto – regolamentando il traffico della Cassanese, una strada con un limite di velocità di 50 km/h il cui rispetto era del tutto aleatorio».
Cristiana Pisani

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