Condominio Centrale: esercenti vs amministratore

Ritenuto dal Tribunale privo di fondamento il reclamo di alcuni commercianti e residenti di San Felice che avevano chiesto l'immediata sospensione dei lavori

Delusione, amarezza e anche un po’ di rabbia per la recente notizia che il reclamo presentato da alcuni commercianti e residenti di San Felice contro un primo giudizio - reso noto all'inizio di settembre, a seguito di una udienza tenutasi ad agosto, in cui veniva “assolto” l’amministratore Luca Ruffino -, che a loro avviso si basava su una «sommaria valutazione delle tesi contrapposte, senza alcun approfondimento», è stato ritenuto privo di fondamento. In sintesi, anche questa sentenza rileva che l’operato dell’amministratore è in linea con quanto deliberato dall’assemblea dei condomini. Una mancanza dell’amministratore però c’è stata, secondo i Giudici: non avere convocato, come promesso, una ulteriore assemblea - in cui “la voce dei commercianti” sarebbe stata di fondamentale rilevanza - in cui votare il progetto, ma a giustificare tale mancanza ci sarebbe l’urgenza della messa in sicurezza dell’area commerciale - di proprietà privata anche se a uso pubblico -. Fortunatamente, in tale occasione, a favore dei reclamanti, è stata cancellata la condanna al risarcimento del danno ex art. 96 - liquidato nella somma di 30.000 euro - e hanno anche ottenuto la compensazione tra le parti delle spese giudiziali. Facciamo però un passo indietro per spiegare come sia nata la controversia che vede in opposizione l’Amministratore del Condominio Centrale di San Felice e alcuni commercianti e residenti. Argomento di scontro: la “messa in sicurezza del centro commerciale”. Avvisati  con un volantino dell’inizio dei lavori a metà luglio, quei sanfelicini ancora in città si sono trovati di fronte all’evidente improvviso stravolgimento del loro centro commerciale, diventato un vero cantiere. Immediata è stata la reazione di alcuni commercianti, che hanno da subito risentito dei gravi disagi arrecati dal cantiere. Unitamente ad alcuni residenti, hanno ritenuto di dover presentare un ricorso per provvedimento d’urgenza ex articolo 700 in cui chiedevano l’immediata sospensione dei lavori intrapresi secondo loro illegittimamente. Non è chiaramente possibile scendere nei dettagli dell’articolato ricorso, vogliamo però portare a conoscenza la tesi dei ricorrenti, corredata da una ricca documentazione probatoria. Questi sostengono che l’amministratore avrebbe ottenuto dall’assemblea solo l’approvazione dello stanziamento della somma di 800.000 euro per la “messa in sicurezza” del centro commerciale, ma non l'approvazione di un progetto, che sarebbe dovuto invece essere argomento approvato da una successiva assemblea straordinaria, insieme alla discussione sul corretto utilizzo della cifra stanziata. Vicende legali a parte, i malumori si sono estesi e provengono da voci diverse, non sono solo i commercianti a “bocciare” i lavori (la cui fine è prevista prima di Natale), ma tanti altri residenti che ogni giorno lamentano nuove mancanze.

Cristiana Pisani


                                                                                                               

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