Intervista a Silvia Carrieri, giovanissima coordinatrice del Comitato Segrate con Renzi

La più giovane in consiglio comunale a Segrate, Silvia Carrieri, anni 23, uno dei volti nuovi del PD cittadino, non poteva non sentire il richiamo del Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, decidere così di spendersi personalmente appoggiandolo alla corsa per le primarie del centrosinistra e non solo.

Laureata in Economia Aziendale e Management alla Bocconi, una specializzazione in Discipline Economiche e Sociali in corso, in questo momento si trova fuori Italia, fino a Natale sarà in Olanda all’Università di Amsterdam per un'esperienza di scambio universitario. Seppur lontana, grazie al potere di internet che minimizza le distanze, riesce a coordinare il neonato Comitato Segrate con Renzi. Con lei abbiamo scambiato opinioni, fatto quattro chiacchiere amichevoli, parlato di democrazia e di cosa significhi per lei oggi essere “democratica”.
Partiamo appunto da questo; per prima cosa, infatti, le abbiamo chiesto il significato che nella sua visione assume questa parola. Ecco la sua risposta: «Democrazia è rispetto. Rispetto per le persone, innanzitutto, e rispetto per le idee altrui. Essere democratica, io credo, vuol dire essere aperta al confronto, essere capace di ascoltare con attenzione e di mettersi continuamente in discussione. Essere democratica significa sforzarsi di andare oltre stereotipi e pregiudizi, significa accettare le diversità».
A questo punto, entriamo nel merito della "questione Renzi".
Ti sei fin da subito dichiaratamente schierata a favore del sindaco di Firenze, nonostante non sia un segreto che i vertici del Pd segratese non simpatizzino per il rottamatore. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinta in tale direzione e i punti del programma di Renzi che più condividi?
«I momenti in cui più mi appassiono sono quelli in cui sento Matteo parlare di Europa. Io appartengo alla generazione dell’Erasmus, una generazione di ragazzi che si sentono pienamente cittadini europei. Ecco perché mi entusiasmo vedendo che Matteo è pronto a scommettere su un’Europa più forte e più unita, dotata di istituzioni solide in grado di affrontare le crisi in maniera tempestiva ed efficace, un’Europa che abbia una vera politica estera e di difesa comune, un’Europa che si comporti come un unico Stato. Mi piace moltissimo, poi, il progetto di istituire un servizio civile europeo che favorisca ulteriormente l’integrazione tra i popoli.
Naturalmente nel programma di Matteo ci sono molte altre ottime proposte: triplicare i posti negli asili nido, sostenere l’occupazione femminile, ridurre i costi della politica, imporre la totale trasparenza degli atti della pubblica amministrazione. Ma più ancora di ogni singola idea, ammiro il modo in cui Matteo sta affrontando questa campagna elettorale, perché credo sia lo stesso modo in cui affronterebbe il governo del Paese: Matteo lo sta facendo con coraggio. Ecco, io credo che questo faccia la differenza. Dopo anni di immobilismo al governo che hanno portato l’Italia sull’orlo del baratro, quello che ci occorre è un netto cambio di passo, una vera svolta, e oggi non vedo nel panorama politico italiano un’altra persona in grado di fare questo salto di qualità. Ci vorrà coraggio per cambiare l’Italia, e Matteo ne ha da vendere».
Per finire, un commento su queste primarie ormai vicinissime.
«Molti dicono che le primarie sono sempre un successo e non si perdono mai. Io sono d’accordo, ma credo anche che alcune volte abbiano più successo di altre: la riuscita è maggiore tante più persone si recano a votare, perché è proprio la grande partecipazione di elettori a fare delle primarie un bellissimo momento di democrazia. Se la partecipazione è lo scopo, allora le regole dovrebbero essere disegnate per allargarla e favorirla in tutti i modi.
Per queste primarie, invece, si è progettato un meccanismo molto più complesso rispetto alle occasioni precedenti, e più volte si avuta l’impressione che l’obiettivo fosse limitare la partecipazione anziché incentivarla. Perché impedire il voto ai sedicenni, ad esempio, ma anche a chi compirà 18 anni prima delle prossime elezioni politiche ma dopo le primarie? Si è pensato forse che ciò sfavorisca Renzi, ma chi ci rimetterebbe da una minore affluenza è solamente il Partito Democratico che perderebbe l'occasione di riavvicinare moltissime persone alla politica. 
È per questo che voglio rivolgere a tutti il mio invito: Queste primarie sono importanti non solo per il PD ma per il futuro del Paese, e la vostra opinione conta. Il 25 novembre andate a votare!».
Cristiana Pisani

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