Ospedale San Raffaele, si torna a trattare: dialogo aperto tra RSU e Proprietà

Segrate, ancora tensioni all'interno del San Raffaele: riparte il dialogo tra le rappresentanze sindacali e la proprietà. Si torna a trattare ripristinando il contratto Sanità Pubblica - sostituito a inizio anno dal Regolamento OSR (Ospedale San Raffaele) ritenuto totalmente antisindacale - dopo l'incontro avvenuto a fine febbraio in Prefettura tra le organizzazioni sindacali, che avevano aperto la procedura congiunta per il raffreddamento dei conflitti sindacali, e la delegazione aziendale del San Raffaele.

«Le procedure, che preludono allo sciopero, sono state sospese – si legge nel comunicato stampa – a fronte dell’impegno preso da parte dell’Ospedale di riportare le lancette a dicembre, quando ancora non era stato introdotto il Regolamento OSR in sostituzione del Contratto nazionale della sanità pubblica. La sospensione durerà fino al 31.12.14». «I nostri legali – aveva dichiarato Daniela Rottoli, coordinatrice della RSU e membro dell’esecutivo nazionale di USB – hanno già pronto un ricorso per condotta antisindacale perché Ospedale San Raffaele non può fuoriuscire dalla contrattazione nazionale né inventarsi un “Regolamento” che nelle loro intenzioni avrebbe colmato il vuoto da loro stessi creato unilateralmente. Vogliamo sperare che si siano resi conto dell’eccessiva forzatura e daremo una ulteriore possibilità all’azienda per ristabilire la legalità, ma soprattutto le condizioni di serenità lavorativa necessarie al personale che fa assistenza ai pazienti e crede ancora che la peculiarità del San Raffaele sia una eccellenza data dall’attenzione alle persone, siano lavoratori o ammalati».
Oltre al problema del contratto, sul tavolo delle trattative anche il mancato rispetto dell’accordo - siglato lo scorso maggio - che prevedeva il rilancio dell’Ospedale.
«Nei prossimi giorni seguiremo la discussione dell’interrogazione presentata dalla capogruppo del M5S, Silvana Carcano, in Consiglio regionale – aveva detto Daniela Rottoli – e ci auguriamo un intervento anche degli assessori alla Sanità e al Lavoro».
E qualcosa si è mosso. Presentato nei giorni scorsi anche un programma di investimenti strategici; il progetto comprende alcune ristrutturazioni, in parte già avviate, sia per la sede di via Olgettina che per Turro, ma sopratutto la costruzione ex novo del blocco operatorio in una area che permetterà di ampliare anche il numero di sale e, quindi, gli interventi chirurgici, migliorando le condizioni sia per il paziente che per il personale. «USB ha richiesto che il progetto di rilancio sia davvero coerente con gli obiettivi dell’accordo di maggio scorso – ha commentato la Responsabile USB – e perciò, insieme agli investimenti strutturali, investimenti anche sulle risorse umane, incentivandole con condizioni di lavoro degne di un ospedale di eccellenza, ma anche tornando al più presto a livelli retributivi adeguati. Lo leggiamo come un segnale di cambio di rotta – ha concluso Daniela Rottoli – e di coinvolgimento delle parti sindacali. Auspichiamo a una continuità di confronto, senza atti unilaterali come è stato quello che aveva introdotto il Regolamento OSR, sospeso dopo l’incontro in Prefettura. Crediamo che il progetto di rilancio debba necessariamente passare anche dal reintegro degli organici attualmente in sofferenza, dalla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, compresi i neoassunti, e attraverso il ripristino di salari decorosi, condizione indispensabile a bloccare le dimissioni volontarie di molti professionisti, come si è già verificato negli ultimi mesi, e quindi a mantenere prestazioni di qualità ai pazienti. USB ritiene che un primo segnale per i lavoratori sia la garanzia dell’applicazione del Contratto della sanità pubblica, anche attraverso un integrativo che permetta di salvaguardare i pieni diritti equiparandoli a quelli del personale degli altri IRCCS pubblici».
«Molti interventi descritti – ha voluto aggiungere Margherita Napoletano, RLS di USB – non sono altro che adeguamenti normativi per la sicurezza, ma abbiamo ascoltato con interesse la dichiarazione dell’AD Nicola Bedin che ha smentito le voci di intenti speculativi, mostrando il piano come un effettivo investimento per il medio e lungo periodo. Mancano ancora le priorità, un cronoprogramma e le necessarie autorizzazioni che Bedin si è impegnato a dettagliare in un prossimo incontro con i Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza».
Cristiana Pisani

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