Segrate, Caso Boffalora: sì alla mozione del Pd, bocciata la delibera proposta dall'Amministrazione

Altra stangata per la maggioranza a Segrate. «Boffalora, il Sindaco ne esce sfiduciato», si legge sul sito del Partito Democratico all'indomani dell'approvazione (con 15 astenuti e 9 voti favorevoli) della loro mozione approdata, dopo tanto sospirar, in Consiglio comunale.

E prosegue così: «Dopo ben 4 mesi ieri sera, 5 giugno, si è finalmente discussa la nostra mozione che prevede, in accordo con le richieste degli abitanti, di riscuotere le fideiussioni poste a garanzie dall’immobiliare firmataria della Convenzione (che avrebbe dovuto portare a compimento il Quartiere Boffalora e che non lo ha fatto) e con quei soldi finire le opere pubbliche essenziali. Grazie anche alla presenza dei moltissimi cittadini coinvolti che hanno fatto sentire la propria disperazione – dovuta soprattutto ai problemi di infiltrazioni d'acqua nei box al piano -2 del lotto 1, vicino al fallimento per le ingenti spese delle pompe idrovore - grazie ai consiglieri d’opposizione che hanno fatto quadrato sulla nostra proposta e grazie ai consiglieri del Partito Democratico, la mozione (con l’astensione di tutti i consiglieri di maggioranza) è stata approvata».
E non finisce qui. «Fallito lo stratagemma della Giunta Comunale - si dice più avanti - che ha cercato, in maniera molto subdola, di far approvare una Delibera di Consiglio che diceva di non riscuotere le Fideiussioni». Respinta, infatti, subito dopo la delibera proposta dall'Amministrazione per la cessazione della convenzione urbanistica - stipulata nel 2005 - e la conseguente richiesta danni all'operatore che non ha completato le opere.
Quartiere Santa Monica-Boffalora, lotto 1 e 1 bis realizzati in edilizia convenzionataRicordiamo, infatti, che il Quartiere Santa Monica - meglio conosciuto come Boffalora - che sorge lungo via Di Vittorio a Segrate (un'area di 300mila metri quadrati tra la via Cassanese e la Padana Superiore) era stato pubblicizzato come quartiere modello: parchi giochi, centro civico, scuole e addirittura una parrocchia con la chiesa. Ma oggi, a distanza di dieci anni, appare come un quartiere abbandonato in mezzo ai campi, senza servizi e collegamenti col resto di Segrate. Dei 24 palazzi previsti nel progetto, ne sono stati realizzati solo tre – di cui due lotti (lotto 1 e 1 bis) in edilizia convenzionata e uno in libera, e nemmeno l'ombra dei servizi promessi.
«Per la prima volta – si commenta - nella storia di questo Consiglio Comunale una proposta del Sindaco e della sua Giunta viene bocciata dal Consiglio comunale. Un chiaro segnale di sfiducia nei suoi confronti. Dobbiamo ringraziare anche tutti quei consiglieri della (ormai ex) maggioranza che, consapevoli della gravità della situazione, si sono astenuti o hanno votato contro. Siamo certi che ormai sia sempre più chiaro a tutti come le mille promesse fatte dal Sindaco siano solo bolle di sapone e che sia giunto il momento di porre termine alla farsa di questa legislatura, permettendo ai cittadini di tornare al voto e scegliere una nuova Amministrazione Comunale».
In effetti, con grande sorpresa, il voto di astensione di due consiglieri di Ncd, Paolo Borlone e Guido Bellatorre, nel pareggio di 11 sì (Forza Italia, i restanti consiglieri Ncd, Lega Nord e Indipendenti) e 11 no (Pd, Segrate Nostra, Idv, Insieme per Segrate e Fronte per Segrate) è stato determinante, come dire, quasi un autogoal. Prima della votazione, l'opposizione si era assentata per poi rientrare in aula chiedendo alla maggioranza di ritirare la delibera perché, qualora la delibera fosse stata approvata, la mozione (in cui il Pd chiedeva anche l'escussione delle fideiussioni a garanzia delle opere primarie e secondarie mancanti oltre alla cessazione della convenzione) sarebbe stata superata. La delibera, però, non è stata ritirata. E una «volta arrivati al voto – si legge sempre sul sito del Pd - la maggioranza è andata in pezzi e la delibera respinta. Complice – si commenta - la solita assenza del Sindaco».
Il fantasma del Sindaco in Consiglio. Una sagoma in cartone portata dal segretario cittadino del Pd Damiano Dalerba e fatta subito ritirareIn realtà, presente per pochi minuti tra il pubblico, sotto le vesti di “fantoccio” – una sagoma in cartone portata in modo chiaramente provocatorio dal segretario cittadino del Pd, Damiano Dalerba - ma fatta subito ritirare.
Cristiana Pisani

Pino Di Marzo, fuori dal Consiglio comunale, ironizza vestendo la sagoma in cartone del sindaco Alessandrini

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