Trofeo Paullese Judo, due giorni di emozioni

Sono saliti sul Tatami 447 atleti. I giovani sportivi, con un'età compresa tra 12 e 16 anni, hanno combattuto il sabato, mentre quelli tra i 5 e gli 11 anni, la domenica. Per la società organizzatrice hanno gareggiato 45 atleti, ottenendo ottimi risultati. Tali successi hanno permesso alla società di arrivare prima nella classifica riservata alle società sportive, con 78 punti totali e con addirittura 40 punti di vantaggio dalla seconda. Oltre alla gara individuale, la società organizzatrice ha partecipato alla gara a squadre, classificandosi al terzo posto. Le medaglie sono state consegnate a ogni atleta partecipante, mentre le coppe solo alle società classificate nei primi tre posti della gara a squadre. È stato un meeting davvero coinvolgente, in cui ogni atleta, nessuno escluso, ha dato prova di gran carattere, affrontando il proprio rivale con correttezza e spirito sportivo. Particolarmente emozionante è stata la giornata di domenica, in cui a gareggiare sono stati i più piccoli. Per alcuni di questi atleti potrebbe essere stata la prima esperienza a un torneo di questo tipo e l'emozione è stata forte. Molte sensazioni si sono lette sul volto concentrato di ogni atleta. Tensione, fatica, paura, indecisione, coraggio e sicurezza sono solo alcune fra le emozioni provate dai ragazzi non appena messo piede sul tatami. Sulle tribune, invece, sono stati i genitori a essere i protagonisti, incitando a gran voce i propri figli, orgogliosi e soddisfatti, al di là del risultato. Il "clima" sportivo che si respira nel Judo è differente da quello che caratterizza molti altri sport. Sul tatami, infatti, gareggiano solo due atleti che si osservano, si studiano dalla testa ai piedi, si guardano negli occhi, come per cercare di intuire la mossa dell'avversario e sfruttare anche la minima distrazione. Non c'è cattiveria, non c'è malizia, non c'è rancore verso il "nemico", c'è solo la voglia di schienare l'avversario e vincere l'incontro, per salire sul gradino più alto del podio; una volta terminata la gara c'è rispetto reciproco tra i due sfidanti, che molto spesso socializzano e diventano amici. Insomma, sarebbe bello dare più spazio a sport come il Judo, di cui si parla davvero poco e sarebbe ancora più bello se i media ne dessero qualche notizia in più, spiegandone le regole e mettendo in risalto proprio la lealtà di questo sport che, paradossalmente, nonostante sia una lotta, è più corretto di molte altre discipline in apparenza più sicure. Un ultimo merito va riconosciuto a tutti gli organizzatori del torneo, che ci hanno permesso di assistere a un weekend di sano divertimento sportivo.

Giancarlo Capriglia

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