Preghiera davanti al Predabissi, la replica dell’ASST Melegnano e Martesana
L’azienda sanitaria chiarisce autorizzazioni, spazi e presunta presenza delle forze dell’ordine nella risposta del 4 febbraio 2026
Ricostruziona AI
05 febbraio 2026
Arriva la risposta ufficiale dell’ASST Melegnano e Martesana alla lettera aperta pubblicata da 7giorni e alle polemiche emerse nelle ultime ore in merito al presunto divieto di preghiera davanti all’Ospedale di Vizzolo Predabissi. Con un comunicato stampa diffuso il 4 febbraio 2026, l’azienda sanitaria interviene per ricostruire i fatti e fornire chiarimenti puntuali sulla gestione degli spazi, sulle autorizzazioni concesse e sul tema dell’intervento delle forze dell’ordine.
L’autorizzazione limitata al mese di ottobre
Nel comunicato, l’ASST precisa che l’autorizzazione a recitare il Rosario nel piazzale antistante l’ingresso del nosocomio non aveva carattere permanente. «L’autorizzazione a recitare il Rosario nel piazzale antistante l’ingresso del nosocomio è stata rilasciata nel solo mese di ottobre, dietro segnalazione del gruppo di preghiera Ora Et Labora, in considerazione del fatto che in quel momento l’accesso al 6° piano, dove si trova la Cappella, era temporaneamente difficoltoso».
Secondo quanto chiarito dall’azienda, la concessione era dunque legata a una situazione contingente e non rappresentava una deroga stabile all’utilizzo degli spazi esterni.
La proposta di accesso alla Cappella
Sempre nella ricostruzione fornita dall’ASST, al gruppo di preghiera sarebbe stata successivamente indicata una soluzione alternativa. «In seguito al gruppo di preghiera è stato proposto l’accesso alla Cappella, accesso rifiutato dagli stessi».
Un passaggio che l’azienda sanitaria ritiene centrale per chiarire il proprio orientamento sul tema della preghiera all’interno delle strutture ospedaliere.
Il diritto al culto e l’assistenza religiosa
Nel comunicato, l’ASST Melegnano e Martesana ribadisce il proprio impegno a garantire la libertà religiosa all’interno dell’ospedale. «La nostra azienda garantisce il diritto alla preghiera e al culto, l’accesso alla Chiesa a pazienti e familiari, e offre servizio di assistenza religiosa mediante il nostro Cappellano, con la possibilità di recitare rosari e promuovere incontri in spazi adeguati e dedicati».
Una precisazione che intende distinguere tra il diritto al culto, riconosciuto e tutelato, e le modalità con cui esso può essere esercitato negli spazi della struttura.
Il piazzale e la questione delle forze dell’ordine
L’azienda sanitaria chiarisce inoltre la propria posizione sull’utilizzo del piazzale antistante l’ingresso principale. «Il piazzale antistante l’ingresso è considerato spazio non idoneo a manifestazioni di varia natura».
Infine, arriva una puntualizzazione netta sul tema dell’intervento della polizia, più volte richiamato nel dibattito pubblico. «Preme ribadire che da parte della nostra Asst non è mai stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, presenza che, da primi accertamenti, risulterebbe in una sola occasione, risalente a diversi mesi fa, ed effettuata a seguito nella notifica inviata alle autorità competenti dallo stesso gruppo di preghiera Ora Et Labora».
Con questa presa di posizione, l’ASST Melegnano e Martesana chiude il proprio intervento, fornendo la propria versione dei fatti e rimarcando il quadro regolamentare entro cui si colloca la vicenda.
L’autorizzazione limitata al mese di ottobre
Nel comunicato, l’ASST precisa che l’autorizzazione a recitare il Rosario nel piazzale antistante l’ingresso del nosocomio non aveva carattere permanente. «L’autorizzazione a recitare il Rosario nel piazzale antistante l’ingresso del nosocomio è stata rilasciata nel solo mese di ottobre, dietro segnalazione del gruppo di preghiera Ora Et Labora, in considerazione del fatto che in quel momento l’accesso al 6° piano, dove si trova la Cappella, era temporaneamente difficoltoso».
Secondo quanto chiarito dall’azienda, la concessione era dunque legata a una situazione contingente e non rappresentava una deroga stabile all’utilizzo degli spazi esterni.
La proposta di accesso alla Cappella
Sempre nella ricostruzione fornita dall’ASST, al gruppo di preghiera sarebbe stata successivamente indicata una soluzione alternativa. «In seguito al gruppo di preghiera è stato proposto l’accesso alla Cappella, accesso rifiutato dagli stessi».
Un passaggio che l’azienda sanitaria ritiene centrale per chiarire il proprio orientamento sul tema della preghiera all’interno delle strutture ospedaliere.
Il diritto al culto e l’assistenza religiosa
Nel comunicato, l’ASST Melegnano e Martesana ribadisce il proprio impegno a garantire la libertà religiosa all’interno dell’ospedale. «La nostra azienda garantisce il diritto alla preghiera e al culto, l’accesso alla Chiesa a pazienti e familiari, e offre servizio di assistenza religiosa mediante il nostro Cappellano, con la possibilità di recitare rosari e promuovere incontri in spazi adeguati e dedicati».
Una precisazione che intende distinguere tra il diritto al culto, riconosciuto e tutelato, e le modalità con cui esso può essere esercitato negli spazi della struttura.
Il piazzale e la questione delle forze dell’ordine
L’azienda sanitaria chiarisce inoltre la propria posizione sull’utilizzo del piazzale antistante l’ingresso principale. «Il piazzale antistante l’ingresso è considerato spazio non idoneo a manifestazioni di varia natura».
Infine, arriva una puntualizzazione netta sul tema dell’intervento della polizia, più volte richiamato nel dibattito pubblico. «Preme ribadire che da parte della nostra Asst non è mai stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, presenza che, da primi accertamenti, risulterebbe in una sola occasione, risalente a diversi mesi fa, ed effettuata a seguito nella notifica inviata alle autorità competenti dallo stesso gruppo di preghiera Ora Et Labora».
Con questa presa di posizione, l’ASST Melegnano e Martesana chiude il proprio intervento, fornendo la propria versione dei fatti e rimarcando il quadro regolamentare entro cui si colloca la vicenda.
Il Comunicato integrale
ASST MELEGNANO MARTESANA – Comunicato Stampa
In merito alle notizie di stampa relative al presunto divieto di preghiera davanti al Predabissi, si precisa quanto segue:
L’autorizzazione a recitare il Rosario nel piazzale antistante
l’ingresso del nosocomio è stata rilasciata nel solo mese di ottobre,
dietro segnalazione del gruppo di preghiera Ora Et Labora, in
considerazione del fatto che in quel momento l’accesso al 6° piano,
dove si trova la Cappella, era temporaneamente difficoltoso.
In seguito al gruppo di preghiera è stato proposto l’accesso alla Cappella, accesso rifiutato dagli stessi.
La nostra azienda garantisce il diritto alla preghiera e al culto,
l’accesso alla Chiesa a pazienti e familiari, e offre servizio di
assistenza religiosa mediante il nostro Cappellano, con la possibilità
di recitare Rosari e promuovere incontri in spazi adeguati
e dedicati.
Il piazzale antistante l’ingresso è considerato spazio non idoneo a
manifestazioni di varia natura. Nonostante questo, preme ribadire che da
parte della nostra Asst non è mai stato richiesto l’intervento delle
forze dell’ordine, presenza che, da primi accertamenti,
risulterebbe in una sola occasione, risalente a diversi mesi fa, ed
effettuata a seguito nella notifica inviata alle autorità competenti
dallo stesso gruppo di preghiera Ora Et Labora.
05 febbraio 2026
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