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8 maggio, Festa della Mamma: "La Mia Mameta" di Lino Pagetti

In occasione della festa della mamma proponiamo una poesia in dialetto milanese scritta da Lino Pagetti, poeta amatoriale

Lino Pagetti, poeta amatoriale

Lino Pagetti, poeta amatoriale

La poesia originale

Cavei d'argent, souris seren:            
te se la mameta de tuti i temp,      
bela m'el su, oeucc cuntent              
nel me coeur sculpida                    
te se tuta la me vita.                   

Ricordi, quando seri piscinin            
che te me ninavet sui ginoeucc,
e cun una vouseta fina fina,
te me cantavet una cansuneta.

A mo, incoeu me vegnen in ment
i sgiafett e i basin che te me davet,
perchè bun o sbarasin:
l'era quest el mod per fam capì
el rispett de ialter e de ti.

Quand per strada vedi una duneta
o una mama con un fiulin,
te me vegnet in ment,
ciciari in de per mi
come se ti te fusset li
a damm un cunsili
o una resun.

Me se impieniss el coeur
de tanti bei mument pasà insema,
come tanti quadretin stampà a culur
cun raffigurà un avveniment
a testimunià el to amour.

Per coloro che non capiscono il dialetto milanese, ecco la traduzione

Capelli d'argento, sorriso sereno.
sei la mammina di ogni tempo,
bella come il sole, occhi felici
nel mio cuore scolpita
sei tutta la mia vita.

Ricordo, quand'ero piccolino,
che mi ninnavi sulle ginocchia,
e con una vocetta sottile
mi cantavi una canzonetta.

Ancor oggi, mi vengono alla mente
le sberlette ed i bacini che mi davi,
perchè buono o sbarazzino:
era questo il modo per farmi capire
il rispetto degli altri e di te.

Quando per la strada vedo una donnetta
o una mamma con il suo bambino.
mi torni alla mente, parlo tra me e me
come se tu fossi lì
a darmi un consiglio
o una ragione.

Mi si gonfia il cuore
per i tanti momenti passati insieme,
come tanti quadratini a colori
raffiguranti un avvenimento
a testimonianza del tuo amore.