I consensi di M5S aumentano con l'aumentare dell'astensione, segno che non veicolano nessun messaggio innovativo

L'opinione di Giancarlo Trigari: M5S è il vero sconfitto delel elezioni siciliane, addio sogni di gloria per il Movimento fondato dal comico genovese

In Sicilia ha votato solo il 46,76% degli aventi diritto

Chi non ricorda la sicurezza con la quale qualche mese fa i dirigenti di M5S parlavano dei grandi progetti per la Sicilia, una volta vinte le elezioni regionali? Inizio della cavalcata vincente alla conquista del governo centrale. Era considerata una situazione ormai certa, si trattava solo di sbrigare la formalità del voto. 
Invece M5S ha perso! Ha perso con un 5% di scarto.
Alle elezioni regionali non si distribuiscono medaglie d'argento. Chi ha perso, è tagliato fuori dalla possibilità di influenzare l'attività della Giunta. Certamente l'opposizione può svolgere un'azione di controllo, che sarebbe il suo ruolo istituzionale, ma per il resto sparisce completamente dalla vista degli elettori.
M5S ci ha abituato ad assistere ad inutili gazzarre nel tentativo di acquistare visibilità. Le gazzarre non sono solo inutili ma hanno anche l'effetto di minare la credibilità delle Istituzioni. 
Nei prossimi cinque anni nessuno più sentirà parlare di Cancelleri, che ha confermato il suo ruolo di perdente. Neanche di Micari, ammesso che non voglia ritornare a fare il Rettore, come aveva preannunciato in caso di sconfitta, perchè tanto meno si assegnano le medaglie di bronzo.
In Sicilia ha votato solo il 46,76% degli aventi diritto, confermando il crescente disamore verso le elezioni. Nessun partito ha fatto breccia su un astensionismo che conta poco più della metà dei siciliani, neanche M5S, che si vanta di essere il primo partito nell'isola. Tutti i partiti si sono contesi esclusivamente la massa di elettori che, per dovere civico o per convenienza, è sempre decisa a scegliere il candidato che ritiene il meno peggio. 
Così M5S ha ottenuto il consenso di meno del 18% di tutti gli iscritti nelle liste elettorali siciliane.
Questo francamente non mi sembra un grande risultato. Se M5S fosse il movimento innovativo che dice di essere, capace di dare una svolta decisiva alla politica, dovrebbe cogliere voti a man bassa tra gli astensionisti.
Invece no, gli elettori lo valutano alla stregua di tutti gli altri partiti: in gara per spartirsi la stessa torta, con i voti che trasmigrano da un partito all'altro quasi sempre senza motivazioni razionali. Anzi una torta che diventa sempre più piccola.
Più della metà degli elettori in Sicilia, cioè la maggioranza assoluta, non ritiene di essere rappresentata da alcuno dei partiti che ha corso per il governo della regione, siano essi PD, FORZA ITALIA, ecc. fino al M5S, che si riempie la bocca di dichiarazioni di diversità dagli altri.
Per la maggior parte di quelli che hanno votato invece è valsa la pratica di turarsi il naso e votare.
Naturalmente il centro-destra, che ha vinto, è pienamente legittimato a governare, come lo sarebbe chiunque altro, perché gli assenti hanno sempre torto.
Con l'intenzione evidente di distrarre l'opinione pubblica dalla sconfitta, il burattino di turno di M5S, prima ha chiesto un dibattito pubblico con Renzi, dichiaratosi immediatamente disponibile, poi ha rinunciato perché dopo il deludente risultato elettorale in Sicilia Renzi non rappresenta più il PD. Peccato che solo la direzione PD è autorizzata a stabilire chi rappresenta il PD. 
Ancora prima del voto era noto a tutti che sarebbe andata a finire male per il PD. Quindi si è trattato di un teatrino preparato prima, roba da clown, per mettere ulteriormente in difficoltà il perdente. In realtà è risultato un boomerang in quanto l'opinione pubblica si è fatta l'idea che la marionetta M5S sia un coniglio, oltre ad aver dato a Renzi l'agio di un comizio al grande pubblico, in un programma dove non era mai stato chiamato.
Naturalmente che il PD abbia raccolto così pochi consensi, anche meno del disastro annunciato, non può che essere attribuito alla politica dissennata delle alleanze, oltre che al disastro Crocetta.
Sperando che in futuro non venga fuori un altro Crocetta, il PD ha evidentemente bisogno di riflettere sul sistema delle alleanze, in vista delle elezioni politiche nazionali.
Il centro-destra invece è riuscito per ora a mettere da parte diversità di vedute e rivalità, presentandosi unito. Così hanno potuto battere M5S. Per questi ultimi era vitale vincere, sarebbe stato il fiore all'occhiello per le imminenti elezioni politiche, perciò si sono impegnati, come si dice, alla morte, Vanamente. Hanno sostenuto tuttavia che il risultato in Sicilia è la premessa per quello nazionale. Sì, con gli stessi effetti: invisibilità loro e governo agli altri!
I consensi di M5S aumentano con l'aumentare dell'astensione, segno che non veicolano nessun messaggio innovativo, si limitano a pescare tra gli scontenti degli altri partiti, perchè non hanno nessuna visione globale dell'Italia e del Mondo, ma orientano di volta in volta le singole proposte nella direzione più condivisa secondo i sondaggi, pronti a cambiare rotta in ogni momento, giustificando furbescamente il loro atteggiamento ondivago con lo sganciamento da ogni ideologia. Come se fossero le ideologie, e non gli strumenti usati per applicarle, il problema italiano. Un partito che non si appoggia ad un pensiero organico di sviluppo della nostra società (in questo senso ideologizzato) è un nulla, come M5S.
Con la politica del rifiuto delle alleanze non potranno mai aspirare al governo centrale e quindi sono destinati ad essere sempre più ininfluenti, fino a sparire quando gli Italiani si renderanno finalmente conto di avere di fronte il nulla e si decideranno a non buttare più via il proprio voto.
Speriamo presto, visto che hanno già abbondantemente inquinato un panorama politico già non idilliaco.
Giancaro Trigari

1 commenti

Gianfrancosalvo :
Questa non è un'analisi è un bombardamento al M5S | domenica 12 novembre 2017 12:00 Rispondi

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