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Riflessioni di Cesare Cerea all'indomani del voto con un occhio di riguardo per San Bovio

Durante un dibattito prima delle elezioni ho affermato che avremmo avuto delle sorprese nel voto a Peschiera Borromeo, in particolare a San Bovio. In sintesi è successo che gli elettori della nostra città hanno premiato due forze: il Movimento di Grillo e il Pd, hanno garantito una buona affermazione a Monti e hanno penalizzato fortemente le forze del Centrodestra, mentre Sel esce ridimensionata sensibilmente e la sinistra più radicale viene di fatto azzerata, Di Pietro sparisce dalla scena politica peschierese.

Un terremoto che modifica la geografia politica della città e costringe tutti a una riflessione coraggiosa, superando vecchi schemi interpretativi, avviando una verifica su come si governa questa città e cosa proponiamo a questa comunità in questa crisi sociale e istituzionale così difficile.
Innanzitutto va sottolineata la perdita di consensi del Centrodestra, che in tutte le sue articolazioni viene ridimensionato; non solo a Peschiera perde Maroni e vince Ambrosoli, ma il Pdl conosce il risultato più deludente di tutta la provincia di Milano.
È del tutto evidente che c’è anche molto di locale in questo risultato, le difficoltà dell’amministrare nel Patto di Stabilità ci sono per tutti, ma molti sindaci del Centrodestra se la sono cavata molto meglio, ne è buona testimonianza il fatto che nei seggi tradizionalmente roccaforti del Centrodestra della nostra città come San Bovio, per il Pdl è una debacle.
San Bovio è un test interessantissimo, il Pdl è  dimezzato, buona affermazione del Pd, bene Monti, Grillo ha un significativo risultato; ma ciò che emerge è il fatto che se si osserva il voto delle regionali, sommando il voto del Pd a quello della lista Ambrosoli c’è una crescita di più di 10 punti rispetto al voto del Pd alla Camera e, secondo fenomeno da sottolineare, i risultati dei seggi di san Bovio, a differenza del passato, sono allineati al resto dei seggi di Peschiera.
In altri termini, il voto è più mobile. Si  passa, aggiungerei finalmente, dal sostenere il Pdl, a sostenere Grillo o Ambrosoli, o il PD, vince chi è credibile, chi è nuovo, chi rappresenta la discontinuità, il voto di appartenenza diventa più labile, sono decisive le persone.
Il Pd ha un 
buon risultato ma non riesce a capitalizzare del tutto la crisi del Centrodestra e, in questo limite, c’è molto del fatto di non avere puntato con coraggio su Renzi, ma questo non è certo un limite locale; terzo protagonista il Movimento 5 Stelle che si afferma con un risultato importante, anche se inferiore se paragonato ad altre realtà.
Indipendentemente dal tifo, dalla soddisfazione o dalla delusione dei risultati, un fatto è evidente: le prossime elezioni amministrative si svolgeranno in uno scenario totalmente diverso da quello che abbiamo conosciuto in passato, si pongono domande per  tutti, la prima delle quali è che sarà possibile che le prossime elezioni si svolgeranno in una sfida tra Centrosinistra, dai confini da definire, e Movimento 5 Stelle.
Non mi sfugge che le elezioni amministrative hanno tratti locali, ma le tendenze in atto sono queste e pongono al Centrosinistra un compito indilazionabile: passare da una critica più che legittima alla, chiamiamola così, non soddisfacente azione amministrativa di Peschiera, a una piattaforma programmatica per il futuro della città solida e innovativa.
Questa proposta deve essere capace di parlare a tutti gli elettori, anche a quelli che hanno votato Centrodestra o Grillo; le prossime elezioni premieranno le forze che innovano, ma si muovono dentro la consapevolezza del possibile e del realizzabile. Sarà decisivo spiegare che il campo delle promesse non può essere illimitato.
Credo che la vicenda di Parma sia illuminante, una intenzione generosa, ma senza una solida visione finanziaria, sta penalizzando la città, si  voleva chiudere il termovalorizzatore, lo si subisce e non si riesce nemmeno a valorizzarne la redditività economica. Le conseguenze di questi limiti si scaricano sui servizi sociali e, in ragione di un’azione amministrativa velleitaria, i tagli sono ben più pesanti che nelle altre città della regione.
Sarà una bella sfida, da condurre con coraggio e chiarezza, senza steccati, cercando il voto da tutti cittadini, costruendo alleanze con il più ampio schieramento possibile, ma su una piattaforma chiara, innovativa e - ripeto - realizzabile.
Penso che questa impostazione si tradurrà in azione politica e potrebbe anche far riflettere l’attuale Amministrazione sul fatto che continuare con l’occhio rivolto al passato non ha pagato e non pagherà: in questo scorcio di legislatura non sarebbe male cambiare comportamenti e affrontare con più lungimiranza e merito ciò che serve a Peschiera,  per il bene  della città.
Cesare Cerea

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