Settembre sarà il mese del tracollo viabilistico sulla Rivoltana. Cittadini dell'Est milanese, fate sentire la vostra voce!

La grandezza di un paese si misura anche nella capacità di garantire rapidi spostamenti fra le regioni che lo compongono: ai tempi dell'Impero Romano, le grandi vie consolari - che tutt’oggi costituiscono l'ossatura del sistema viabilistico italiano - garantivano alle legioni la possibilità di controllare le vaste nazioni assoggettate, un agevole rientro a Roma in caso di necessità e gli approvvigionamenti necessari alla Città Eterna.

E durante "l'Impero" fondato nel 1936 la Litoranea garantiva agevoli spostamenti di truppe e merci fra Tripolitania, Cirenaica e Marmarica, le colonie libiche; e sempre allora, con la Milano-Genova, iniziava lo sviluppo del nostro sistema autostradale, portato a compimento a metà degli anni '70 con soluzioni innovative per un territorio difficile come quello italiano. Imprese italiane, come la Astaldi, sono sempre state all'avanguardia nella costruzione di strade in tutto il mondo.

La vicenda del potenziamento della SP Rivoltana è emblematico della crisi progettuale e della decadenza in atto nel nostro paese. Un disastro ampiamente annunciato, i cui effetti sono subìti quotidianamente ormai da mesi, da quanto hanno aperto i cantieri, da tutti coloro che abitano o lavorano in Martesana e nell'Est milanese, e che dall'inizio di luglio si prefigurano catastrofici a causa dei restringimenti di carreggiata già operativi o in via di realizzazione fra l'Idroscalo e Vignate; soprattutto quando, finito il periodo di ridotto traffico estivo, a metà settembre l'attività scolastica e lavorativa riprenderà a pieno ritmo.

È naturale che le strade vengano potenziate e riammodernate, succede in tutto il mondo: “È il progresso, baby!”. Quando abitavo in Venezuela, 40 anni fa, in un weekend venne montato un cavalcavia prefabbricato che "scavalcava" una strada a 8 corsie... e lo chiamavamo terzo mondo? Non parliamo di cosa fanno oggi i cinesi...

È inaccettabile vedere che i cantieri aprono, generano disagi ai cittadini, e rimangono inoperativi per lunghi periodi o con lavori svolti da pochi operai, per poche ore al giorno, per pochi giorni alla settimana. Perché i soldi a disposizione sono pochi. Non nascondiamoci dietro ad uno stuzzicadenti. La lettera inviata alla committenza dai Sindaci dei Comuni coinvolti in questo disastro, chiedendo tempi certi, lavori a pieno regime 24 ore su 24 e 7giorni su 7, è sicuramente meritevole di attenzione, ma chi, come me, si occupa di commesse, sa benissimo che l'avanzamento lavori di un'opera realizzata dalle imprese contrattiste dipende dal flusso di denaro loro garantito per coprire i costi di realizzazione e non dalla buona volontà, grazie ad un corretto, rapido e puntuale pagamento dei SAL, gli "stato avanzamento lavori". Se la committenza (Bre.Be.Mi, TEM, CAL, ecc.) ritarda i pagamenti per mancanza di fondi, fatto che succede continuamente, gli stop-and-go dei lavori sono continui. E così, da un anno, vediamo il nuovo cavalcavia davanti alla rotonda di San Felice costruito e non ancora finito a tempi di lumaca, che ha obbligato migliaia di cittadini a fare giri dell'oca con perdite di tempo e carburante fino a lunedì scorso. Perché non siamo nemmeno più capaci di progettarle le strade; all'ingegnere che aveva progettato i pericolosissimi attraversamenti sotto il cavalcavia mai aperti per l'evidente pericolosità bisognerebbe togliere la laurea.

All' incapacità della tecnica si aggiunge il fallimento della politica, perché le evidenti problematiche viabilistiche legate alla cantierizzazione delle opere di potenziamento di Rivoltana e Cassanese erano già state evidenziate da anni a Regione, Provincia ed Amministrazione comunale di Segrate, nelle Osservazioni depositate agli atti da chi vi scrive quando i progetti vennero presentati nel lontano 2007. Nemo profeta in patria, dicevano gli antichi...

Seguo le vicende di Bre.Be.Mi da oltre 10 anni, quando il suo DG Ing. Bottiglieri presentò il progetto a Melzo, e i differenti approcci delle varie Amministrazioni comunali coinvolte nei confronti dell'impatto che la sua realizzazione avrebbe avuto sui territori dalla stessa attraversati. Approcci proattivi di difesa dei cittadini da parte di molti Sindaci che hanno ottenuto varianti, opere di mitigazione e altre compensazioni che hanno fatto lievitare i costi preventivi dell'opera da 800 a 1.600 milioni di euro già anni fa. Un esempio di successo è l'interramento della Cassanese ottenuto dall'Amministrazione comunale di Pioltello. Da quella di Segrate invece un disinteresse e un silenzio assordante per anni... quando, stimolata dai cittadini, si è mossa… i fondi erano finiti! Non si chiude la scuderia dopo la fuga dei cavalli!

Ascoltando poi al TG l'assessore provinciale alla viabilità De Nicola, che fra l'altro conosce bene il nostro territorio perché di Segrate è stato vicesindaco, dare improbabili suggerimenti tipo quello di non usare l'auto, di prendere di più il treno, di trovare altre vie di comunicazione (?) sono rimasto basito… ma se non si riesce ad arrivare nemmeno alla stazione per il caos, come si fa a prendere il treno? Le Province sono enti inutili, da abolire subito, e queste dichiarazioni non fanno altro che dimostrarlo.

Ma non si può dimenticare il fallimento della politica viabilistica segratese, che ha subordinato la realizzazione della viabilità speciale a quella di un centro commerciale mai decollato per la crisi già annunciata nel 2008; o che ha preso in carico dalla Provincia, con anni di anticipo, la SP Cassanese nel tratto cittadino. Col risultato che da anni ne stiamo pagando noi le spese di manutenzione.

Cari amici residenti nell'Est milanese... volete subire passivamente l'inettitudine di chi ci amministra? Io no, e in previsione del tracollo viabilistico che avverrà a metà settembre ritengo che sia necessario far sentire chiara e forte la nostra voce alle istituzioni coinvolte in modo tale da ottenere una riduzione dei disagi ed un accorciamento nel cronoprogramma dei cantieri. Se siete della mia stessa idea, già manifestatami individualmente da molti amici e conoscenti, battete un colpo. Fate circolare questo messaggio ai vostri contatti, e rispondete a questo appello con un "io ci sarò". Se saremo in molti, dopo le vacanze decideremo come far ascoltare la nostra voce!
Cordiali saluti,

Cesare Lenisa, un cittadino che non subisce - Segrate

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