Milano, Urbanistica, il Pd va all’incasso: a Scavuzzo le deleghe dopo il passo indietro di Tancredi

Sala accontenta il Partito Democratico che aveva preteso la testa dell’ex assessore per rimanere in maggioranza e ottiene "temporaneamente" le leve strategiche dell’urbanistica dopo il passo indietro di Tancredi. Per Truppo (FdI) è «uno spettacolo non all’altezza di Milano».

Anna Scavuzzo Vicesindaca di Milano

Anna Scavuzzo Vicesindaca di Milano

MILANO – Il rimpasto silenzioso è compiuto. Mentre il sindaco Beppe Sala dichiara di voler riflettere «con calma» sulla nomina del nuovo assessore all’Urbanistica, le deleghe strategiche passano – seppur con la formula del “temporaneamente” – alla vicesindaca Anna Scavuzzo, esponente di spicco del Partito Democratico. Un passaggio che ha tutta l’aria di un acconto politico, una cambiale pagata per il sostegno del Pd alla giunta dopo lo scandalo che ha travolto l’ormai ex assessore Giancarlo Tancredi e il Sindaco di Milano.

Il Pd si prende l’Urbanistica, Sala blinda la giunta

Dietro alle parole prudenti del primo cittadino – «Al momento dobbiamo fare così, l’urbanistica non può restare scoperta» – si legge un compromesso politico chiaro: il Partito Democratico aveva posto condizioni precise per rimanere in maggioranza e sostenere Sala fino al termine del mandato. La prima di queste condizioni era la rimozione di Tancredi, figura chiave del modello Milano e protagonista, suo malgrado, dell’inchiesta della Procura. Con la sua uscita di scena e l’affidamento delle deleghe alla vicesindaca, i Dem consolidano la propria centralità nella governance cittadina.

Truppo (FdI): «Cambia tutto per non cambiare niente»

Ma l’opposizione non ci sta e va all’attacco con toni durissimi. Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino, denuncia senza mezzi termini: «Stiamo assistendo a uno spettacolo non all’altezza di una città come Milano. Le deleghe cruciali all’Urbanistica passano "temporaneamente" alla vicesindaco Scavuzzo, la stessa che è stata protagonista di un’amministrazione politica fatta di tante incertezze». Truppo elenca una serie di criticità attribuite alla gestione Scavuzzo: dai disagi negli asili senza condizionamento, ai gravi problemi nella ristorazione scolastica (con un’inchiesta ancora aperta), fino al silenzio sugli accessi agli atti relativi alla sicurezza delle scuole. «Se questo personaggio è candidato a rappresentare il rilancio dell’Urbanistica, non abbiamo ancora assistito al peggio. L’Urbanistica viene trattata come qualcosa di marginale», accusa.

Deleghe ‘a scacchiera’ e crisi politica latente

La redistribuzione delle competenze in giunta sembra sempre più una partita a scacchi giocata per tenere insieme una maggioranza in fibrillazione. Dopo aver preso su di sé anche le deleghe alla Sicurezza, Sala ora assegna provvisoriamente quelle all’Urbanistica, evitando scelte nette e definitive. «Voglio fare la scelta giusta con calma», dice il sindaco, consapevole che un nuovo nome troppo vicino a certi ambienti potrebbe peggiorare la crisi di credibilità che sta investendo Palazzo Marino.

Un centrodestra pronto a colpire

Per l’opposizione, questo epilogo conferma l’incapacità della giunta di affrontare in modo strutturale i nodi politici e amministrativi. «Il risultato sarà un’altra figura mancante decisiva in giunta», avverte Truppo, evocando il vuoto lasciato anche sul fronte sicurezza, altra delega di peso “assorbita” da Sala.

Tancredi se ne va, ma resta l’imbarazzo

Nonostante le parole di stima rivolte a Tancredi – «Ha fatto un grande lavoro, credo nella sua onestà» – la sua uscita è il frutto di un compromesso imposto. L’ex assessore ha lasciato l’incarico in consiglio comunale, congedandosi con una dichiarazione sofferta. Le sue dimissioni, per quanto personali, erano politicamente inevitabili per far sopravvivere la maggioranza, anche a costo di scontentare quella parte della città che aveva creduto nel “modello Milano”.

Sala: «Dimettermi? Non avrebbe fatto comodo a nessuno»

A chi gli chiede se abbia mai pensato di lasciare il suo incarico, Sala risponde con franchezza: «Ho un po’ l’impressione che le mie dimissioni non avrebbero fatto comodo a nessuno». Né al centrodestra, né alla sua stessa coalizione, che teme come il fuoco l’ipotesi di un ritorno alle urne già in autunno. E mentre il sindaco difende il suo operato e promette continuità, la città osserva con crescente distacco un’amministrazione che – tra inchieste, deleghe “temporanee” e giochi di equilibrio – sembra aver perso la bussola politica.

L’urbanistica resta così in una zona grigia, stretta tra gli obblighi della politica e l’incertezza della giustizia. E per il futuro della città, il rischio più grande è che tutto cambi per non cambiare niente.