Ciclabile di San Bovio, Peschiera Riparte accusa la Lega di ricostruzioni parziali
La lista civica diffonde una nota dettagliata e indica le responsabilità amministrative a partire dalle giunte precedenti
Le origini della vicenda secondo Peschiera Riparte
La lista Peschiera Riparte interviene sulla vicenda del tratto di ciclabile di San Bovio, replicando alle critiche della Lega e accusandola di semplificare una storia amministrativa molto più complessa. Nel comunicato, la lista sostiene che le radici del contenzioso con il privato vadano ricondotte alle amministrazioni Moretti/Accosa, dove — secondo la loro ricostruzione — non sarebbero stati completati correttamente i passaggi relativi all’acquisizione delle aree e alla formalizzazione dell’esproprio.
La ricostruzione della lista sugli atti 2021-2022
Peschiera Riparte entra nel dettaglio tecnico e amministrativo, riportando la propria versione dei fatti: «La delibera del 2021 della Giunta Molinari dichiarava la pubblica utilità dell’opera e individuava con precisione le particelle da espropriare, sulla base di una perizia redatta da un tecnico incaricato».
La lista aggiunge che, secondo la loro valutazione: «Il cantiere è stato avviato nel 2022, quando la Lega sedeva in Consiglio e in Giunta con la delega al Bilancio, da cui dipendevano anche i controlli sulle procedure espropriative. È quindi improprio attribuire alla sola Giunta Molinari l’intera responsabilità della vicenda».
Si tratta della ricostruzione ufficiale diffusa da Peschiera Riparte, che contesta la lettura proposta dal Carroccio.
La posizione della lista sulla chiusura del contenzioso
Nella nota, Peschiera Riparte rivendica l’operato dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Andrea Coden. La lista scrive: «L’attuale amministrazione ha agito con tempestività per rispondere alle legittime richieste del proprietario dei terreni. Il Consiglio comunale del 27 novembre 2025 ha approvato il riconoscimento del debito fuori bilancio necessario a chiudere la vicenda».
Il comunicato sottolinea anche l’esito dell’aula: «Il voto unanime dimostra che tutte le forze politiche hanno riconosciuto la necessità di sanare una situazione ereditata da anni e tutelare l’interesse pubblico rappresentato dalla ciclabile».
L’affondo politico conclusivo
La lista chiude il comunicato con un passaggio dal tono politico diretto:
«Il tentativo della Lega di riscrivere la storia è maldestro e destinato a rivelarsi un buco nell’acqua. Gli atti e le date parlano da sole».
Secondo Peschiera Riparte, dunque, la ciclabile rappresenta oggi un’infrastruttura importante per la mobilità dolce, ma la vicenda amministrativa che l’ha preceduta richiedeva un intervento urgente per essere finalmente chiusa.
Uno scontro politico che rivela un problema amministrativo più profondo
Al di là del confronto acceso tra maggioranza e opposizione, la vicenda mette in luce un elemento che emerge con chiarezza: il ripetuto rimpallo di responsabilità tra le forze politiche non riesce a nascondere ciò che appare evidente, ovvero il malfunzionamento della procedura amministrativa che avrebbe dovuto essere seguita dagli uffici comunali. La mancata conclusione dell’esproprio, protratta negli anni e tra diverse amministrazioni, evidenzia un cortocircuito gestionale che va oltre le dinamiche del dibattito politico. In questo caso, il nodo centrale non è solo capire “chi” avrebbe dovuto intervenire, ma “come” una procedura fondamentale per un’opera pubblica sia potuta rimanere sospesa così a lungo senza la necessaria verifica tecnica e burocratica. Uno scenario che solleva interrogativi sulla tenuta complessiva dei processi interni e sulla capacità dell’ente di garantire continuità amministrativa indipendentemente dai cambi di mandato.
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