Il Comune di Peschiera Borromeo costruisce un tratto di ciclabile "abusiva" su un terreno non suo, solo dopo quattro anni risarcirà il privato
La ciclabile che collega San Bovio a San Felice avviata durante la Giunta Molinari (2021) è stata realizzata su un terreno di un operatore privato senza che venisse formalizzato il rogito dell'esproprio. La Giunta Coden chiude il contenzioso.
Foto di repertorio
Un errore amministrativo rimasto nascosto per anni
La storia della ciclabile tra San Bovio e San Felice, avviata nel 2021 durante la Giunta Molinari, si è rivelata più complessa del previsto. L’opera, fortemente voluta per garantire un collegamento sicuro verso Segrate e l’Idroscalo, è stata infatti costruita su un terreno che, formalmente, non era mai stato acquisito dal Comune di Peschiera Borromeo. L’iter di esproprio era stato avviato e le delibere risultavano predisposte, ma il rogito finale con relativo indennizzo non fu mai stipulato. L’area, di fatto, non era nelle disponibilità dell’amministrazione.
Il caso esplode in Consiglio comunale
La vicenda è diventata pubblica ieri sera, quando il Consiglio comunale è stato chiamato a votare una delibera di riconoscimento di un debito fuori bilancio. Si trattava dell’approvazione dell’Accordo di Mediazione per l’acquisizione bonaria delle aree adiacenti a via Trieste, quelle su cui scorre il tratto della pista ciclopedonale. A far emergere il caso è stata la richiesta formale dell’operatore privato, proprietario del terreno, che si è rivolto alla Giustizia ordinaria per ottenere il rispetto dei propri diritti tutelati dall’istituto della proprietà privata, arrivando anche a chiedere la chiusura della pista fino alla regolarizzazione dell’area.
La Giunta Coden chiude il contenzioso
La Giunta guidata da Andrea Coden ha scelto di intervenire immediatamente, ricostruendo l’intera procedura e accertando l’errore: mancava il passaggio essenziale, quello che avrebbe reso effettivo l’esproprio. Con l’accordo extragiudiziale approvato ieri, l’amministrazione verserà meno di 90mila euro al privato, regolarizzando definitivamente l’area. In questo modo la pista ciclabile potrà finalmente ottenere lo status di opera pubblica legittima, evitando rischi di chiusura o ulteriori ricorsi.
Una vicenda che solleva interrogativi sulla gestione amministrativa
Il caso mette in luce un problema significativo di efficienza interna. Per anni nessun ufficio, né nella fase conclusiva della precedente amministrazione né nei periodi successivi, si è accorto che mancava l’atto notarile che avrebbe completato l’esproprio. Il risultato è stato un’opera terminata su un’area formalmente privata, fino alla richiesta del proprietario di far valere i suoi diritti. Una situazione che evidenzia come anche un’infrastruttura positiva per il territorio possa trasformarsi in un caso amministrativo complesso quando le procedure si inceppano.
Cosa succede adesso
Con l’approvazione del Consiglio comunale, il percorso si chiude. L’accordo con il privato mette fine al contenzioso e consente al Comune di acquisire regolarmente l’area. La ciclabile continuerà a essere fruibile senza rischi e potrà essere inserita a pieno titolo nella programmazione della mobilità sostenibile di Peschiera Borromeo. Resta però l’amaro della vicenda: una storia che, per tempistiche e omissioni, rivela una falla profonda nei processi interni e apre un interrogativo su come evitare che situazioni simili possano ripetersi.
Giulio Carnevale
Newsletter
Pubblicità
Redazione 



















