Peschiera Borromeo: si riapre la strada per liberarsi dai vincoli sugli alloggi Erp di via Matteotti
La giunta ha aggiornato il valore di affrancazione: i proprietari potranno chiedere di liberarsi dai vincoli convenzionali pagando una quota calcolata in base ai millesimi. Il valore complessivo del lotto è fissato a oltre 1,6 milioni di euro, con un'affrancazione 2026 pari a 433mila euro totali. La procedura era ferma dal 2019.
Gli edifici di via Matteotti 18/1 e 18/3 a Peschiera Borromeo
24 luglio 2026
C'è una novità concreta per chi vive o ha acquistato un appartamento nel complesso di Edilizia Economica e Popolare di via Matteotti, ai civici 18/1 e 18/3 a Peschiera Borromeo. La giunta comunale guidata dal sindaco Andrea Coden ha approvato la nuova valorizzazione del lotto, sbloccando una procedura che era rimasta congelata dal 2019.
In parole semplici: chi abita in quegli appartamenti — costruiti negli anni Settanta dalla Cooperativa San Carlo II su aree pubbliche — può finalmente chiedere di togliersi di dosso i vecchi vincoli che limitano il prezzo a cui può vendere o affittare casa.
Gli alloggi di via Matteotti 18/1 e 18/3 fanno parte del comparto Erp denominato PS2-34-4. La convenzione originale risale al 7 giugno 1978. Da allora, i proprietari si ritrovano con un tetto massimo imposto dal contratto con il Comune: non possono vendere o affittare liberamente. L'operazione che permette di uscire da questo regime si chiama tecnicamente "affrancazione".
La procedura era già possibile in passato, ma nel 2019 il Comune l'aveva sospesa — in attesa che la normativa, nel frattempo cambiata, venisse recepita correttamente. E la normativa è cambiata eccome: il Decreto ministeriale 151 del 2020 e poi la Legge 51 del 2022 hanno riscritto i criteri di calcolo del corrispettivo di affrancazione, rendendo obsoleti tutti i valori precedentemente approvati.
Il Responsabile del Settore Gestione e Sviluppo del Territorio ha redatto una perizia aggiornata. Il risultato: la valorizzazione complessiva del lotto è fissata a 1.681.436,98 euro. Il valore di affrancazione per l'anno 2026 — cioè la somma complessiva che i proprietari del comparto devono versare al Comune per liberarsi dai vincoli — è di 433.097,40 euro, ripartita tra le singole unità in proporzione ai millesimi.
Ogni proprietario paga la sua quota. Non è una cifra fissa uguale per tutti: dipende dalla dimensione dell'appartamento rispetto al totale del lotto. Il valore si aggiorna mese per mese con gli indici Istat, quindi chi ha in mente di fare richiesta farà bene a muoversi presto.
Il Comune permette il pagamento in tre rate: il 50% almeno 10 giorni prima dell'atto notarile, un altro 25% dopo 6 mesi, e l'ultimo 25% dopo 12 mesi. Chi sceglie la rateizzazione deve però presentare una polizza fideiussoria — bancaria o assicurativa — a garanzia delle rate residue.
Attenzione: tra l'entrata in vigore della delibera e l'apertura effettiva delle istanze ci sono 60 giorni di attesa. Il Comune vuole usare quel tempo per informare correttamente tutti gli interessati sul territorio. Le domande si presentano esclusivamente tramite il portale online del Settore Gestione e Sviluppo del Territorio. Niente carta, niente sportello.
Non ci sono soldi pubblici in ballo: tutta la spesa è a carico dei privati che scelgono di affrancarsi. Il Comune aggiorna le convenzioni e incassa il corrispettivo.
#PeschieraBorromeo #SudEstMilano #CasaPopolare #ERP #EdiliziaPopolare #ViaMatteotti #Affrancazione #GiuntaComunale #Urbanistica #ComunePeschieraBorromeo
In parole semplici: chi abita in quegli appartamenti — costruiti negli anni Settanta dalla Cooperativa San Carlo II su aree pubbliche — può finalmente chiedere di togliersi di dosso i vecchi vincoli che limitano il prezzo a cui può vendere o affittare casa.
Gli alloggi di via Matteotti 18/1 e 18/3 fanno parte del comparto Erp denominato PS2-34-4. La convenzione originale risale al 7 giugno 1978. Da allora, i proprietari si ritrovano con un tetto massimo imposto dal contratto con il Comune: non possono vendere o affittare liberamente. L'operazione che permette di uscire da questo regime si chiama tecnicamente "affrancazione".
La procedura era già possibile in passato, ma nel 2019 il Comune l'aveva sospesa — in attesa che la normativa, nel frattempo cambiata, venisse recepita correttamente. E la normativa è cambiata eccome: il Decreto ministeriale 151 del 2020 e poi la Legge 51 del 2022 hanno riscritto i criteri di calcolo del corrispettivo di affrancazione, rendendo obsoleti tutti i valori precedentemente approvati.
Il Responsabile del Settore Gestione e Sviluppo del Territorio ha redatto una perizia aggiornata. Il risultato: la valorizzazione complessiva del lotto è fissata a 1.681.436,98 euro. Il valore di affrancazione per l'anno 2026 — cioè la somma complessiva che i proprietari del comparto devono versare al Comune per liberarsi dai vincoli — è di 433.097,40 euro, ripartita tra le singole unità in proporzione ai millesimi.
Ogni proprietario paga la sua quota. Non è una cifra fissa uguale per tutti: dipende dalla dimensione dell'appartamento rispetto al totale del lotto. Il valore si aggiorna mese per mese con gli indici Istat, quindi chi ha in mente di fare richiesta farà bene a muoversi presto.
Il Comune permette il pagamento in tre rate: il 50% almeno 10 giorni prima dell'atto notarile, un altro 25% dopo 6 mesi, e l'ultimo 25% dopo 12 mesi. Chi sceglie la rateizzazione deve però presentare una polizza fideiussoria — bancaria o assicurativa — a garanzia delle rate residue.
Attenzione: tra l'entrata in vigore della delibera e l'apertura effettiva delle istanze ci sono 60 giorni di attesa. Il Comune vuole usare quel tempo per informare correttamente tutti gli interessati sul territorio. Le domande si presentano esclusivamente tramite il portale online del Settore Gestione e Sviluppo del Territorio. Niente carta, niente sportello.
Non ci sono soldi pubblici in ballo: tutta la spesa è a carico dei privati che scelgono di affrancarsi. Il Comune aggiorna le convenzioni e incassa il corrispettivo.
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24 luglio 2026
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