Datacenter Segrate, Lantieri deposita un'istanza formale e lancia un'inchiesta in sei puntate, "A trecento metri dalla scuola materna"

Dalla PEC inviata a MASE, Regione, ARPA e Presidenza del Consiglio al dossier documentale di 15 pagine: 318 ore di generatori diesel, fumi a 500 gradi, un secondo datacenter a un chilometro. Tutto nero su bianco nei documenti pubblici

Daniele Lantieri, il cittadino di Redecesio che dal 14 aprile pubblica la newsletter Segrate Libera su Substack, alza il livello. Dopo settimane di analisi documentale sull'eredità dell'amministrazione Micheli e sul programma elettorale di Di Chio, il 20 aprile lancia una nuova serie: sei puntate di inchiesta sul datacenter CyrusOne MIL1 in costruzione nell'area ex-CISE di via Reggio Emilia 39, a trecento metri dalle scuole del quartiere Redecesio. In parallelo, nella notte tra il 19 e il 20 aprile, ha depositato via PEC un'istanza formale di verifica e vigilanza presso dieci istituzioni: MASE, Regione Lombardia, ARPA, Città Metropolitana di Milano, Comune di Segrate, ATS Milano, Prefettura di Milano, Presidenza della Regione e Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il fatto e i tre elementi dai documenti

Lantieri parte dai dati di base. Il progetto è passato con il Decreto MASE di esclusione dalla VIA n. 470 del 6 agosto 2025. La prima pietra è stata posata il 25 e 26 marzo 2026 alla presenza del sindaco Paolo Micheli e dell'assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi. Il proponente è CyrusOne Italy I S.r.l., filiazione italiana del colosso texano controllato dai fondi KKR e GIP.

Dal dossier documentale allegato all'istanza emergono tre elementi che Lantieri considera centrali, tutti tratti da atti pubblici consultabili sul portale ministeriale va.mite.gov.it.

Il primo riguarda i 22 generatori diesel da 2,4 MW dichiarati «di sola emergenza». Secondo l'elaborato INT_VVIA_I01_AMB_r_39 della pratica MASE ID VIP 12594/14417, secondo Lantieri questi generatori funzioneranno 318 ore all'anno secondo un programma di test calendarizzato, con un giorno di accensione simultanea di tutti e ventidue.

Il secondo riguarda le emissioni. I fumi uscirebbero ai camini a temperature tra 458 e 507 gradi Celsius. Lo studio di impatto atmosferico depositato dallo stesso proponente — documento 02_VVIA_I01_AMB_r_05, pagina 60 — concluderebbe testualmente: «In assenza di sistemi di abbattimento delle emissioni, vengono evidenziati potenziali superamenti dei limiti normativi e dei limiti di significatività con riferimento al parametro NO2». I sistemi SCR di abbattimento, precisa Lantieri, non sono obbligatori per legge: sono una scelta volontaria del proponente.

Il terzo elemento riguarda il secondo datacenter. Il 2 aprile 2025 CyrusOne ha annunciato MIL2 Rubattino: 54 MW di potenza IT, 79.639 metri quadrati, «strategicamente situato a cavallo di Milano e Segrate» — testo del comunicato ufficiale — sulla stessa sottostazione Terna di Lambrate che alimenterà MIL1, a meno di un chilometro dal primo impianto. Secondo Lantieri la cumulatività MIL1 più MIL2 non è stata valutata nello screening VIA del primo progetto.

L'istanza formale depositata via PEC

Il 20 aprile Lantieri ha depositato un'istanza formale di verifica e vigilanza ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 152/2006 e della L. 241/1990, allegando un dossier documentale di 15 pagine. Il dossier contiene la cronologia completa della pratica autorizzativa dal 2022 ad aprile 2026, sei schede tecniche sui punti rilevati — dal regime di funzionamento dei generatori alla cumulatività con MIL2 — le coordinate UTM dei recettori scolastici sensibili e i riferimenti pubblici consultabili. Tutti i dati, precisa Lantieri, sono tratti dagli atti depositati dal proponente o dagli enti istruttori nella pratica autorizzativa, con indicazione puntuale del codice elaborato, data, protocollo e pagina del documento originale. I destinatari includono, tra gli altri, la Commissione Tecnica VIA-VAS del MASE, ARPA Lombardia, Regione Lombardia, Comune di Segrate, Città Metropolitana di Milano e, per conoscenza, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Quirinale.

L'inchiesta in sei puntate

La serie di Segrate Libera pubblica una puntata al giorno alle 9:30, a partire dal 20 aprile. La puntata zero — «A trecento metri dalla scuola materna» — introduce il quadro generale e spiega il metodo: nessun complottismo, nessuna attribuzione di malafede, solo i documenti letti uno per uno con le fonti in coda a ogni articolo. «Non abbiamo inventato nulla», scrive Lantieri. «Abbiamo soltanto letto».

Le puntate successive affronteranno le 318 ore di funzionamento dei generatori, i 500 gradi ai camini, il meccanismo normativo delle 500 ore che esclude dall'obbligo di monitoraggio, il secondo stralcio dell'area ex-CISE con i suoi 55.000 metri quadrati ancora senza destinazione definita, il gemello MIL2 Rubattino e infine la mappa complessiva delle infrastrutture emissive che circondano il quartiere — quello che Lantieri chiama il «ferro di cavallo» attorno a Redecesio.

Il calendario si chiude domenica 26 aprile, a poche settimane dal voto comunale. «Le puntate non seguiranno il ritmo della campagna elettorale», scrive Lantieri. «È il momento in cui gli abitanti di Segrate possono chiedere conto alle liste che si presentano. Dei fatti, non delle narrazioni».

La newsletter Segrate Libera di Daniele Lantieri è consultabile su Substack. La redazione di 7giorni, che ha seguito dall'inizio la serie di Segrate Libera, continuerà a monitorare gli sviluppi dell'inchiesta e l'eventuale risposta delle istituzioni destinatarie dell'istanza.