Elezioni, Segrate Nostra si presenta: «Qui difendiamo quello che vale»

La lista civica ha scelto il Golfo Agricolo per lanciare la candidatura di Francesco Di Chio: un luogo simbolo, salvato dal cemento quindici anni fa

Un campo aperto, gli alberi, l'aria. Niente palchi patinati, niente sale conferenze. Segrate Nostra ha scelto il Golfo Agricolo per presentare la propria lista in vista delle elezioni amministrative, e la scelta non è casuale. Quel posto, quindici anni fa, era destinato a diventare un nuovo quartiere: tremilacinquecento residenti previsti, cemento al posto dei campi. Non andò così. La lista civica che oggi si ripresenta agli elettori di Segrate fu tra i protagonisti di quella battaglia — nelle piazze, in consiglio comunale, nelle aule dei tribunali amministrativi. E ha voluto ricordarlo partendo proprio da lì.

L'incontro si è tenuto giovedì 16 aprile nel pomeriggio. A presentare candidati e programma, i tre volti più riconoscibili del movimento: Roberto Prina, segretario della lista, Paolo Micheli, sindaco uscente e capolista, e Francesco Di Chio, candidato sindaco per il 2026.

Prina apre ricordando il senso di tutto

A dare il via alla serata è stato Roberto Prina, che ha scelto di cominciare proprio dal posto in cui si trovavano: «Questo non è uno sfondo scelto per fare una bella foto. Questo è un atto politico. Essere qui, oggi, a presentare Segrate Nostra proprio in questo campo, significa qualcosa. Significa che quando diciamo che una cosa vale la pena di essere difesa, noi la difendiamo davvero».

Prina ha poi ripercorso undici anni di amministrazione, senza trionfalismi ma anche senza falsa modestia. Il bilancio, ha detto, è quello di chi ha cercato di fare una cosa sola: «Rendere Segrate un posto migliore. Non perfetto — migliore». Qualche passo avanti sul verde pubblico, più attenzione ai cittadini, scelte di bilancio rigorose anche quando non erano popolari. E poi il capitolo difficile: le eredità pesanti trovate all'arrivo, i conti in disordine, le risorse limitate. «Chi amministra sa che queste sono le prove vere. Non i tagli nastro, non le inaugurazioni. Sono le mattine in cui devi dire no a qualcosa che farebbe comodo, perché non è giusto, o non è sostenibile».

Il segretario ha chiuso il suo intervento con la parola che campeggia anche nel manifesto elettorale della lista: Grazie. «La politica che vogliamo fare non scende dall'alto. Sale dall'ascolto, dalla fiducia che i cittadini ci hanno accordato. E quella fiducia pesa pesa nel senso buono: ti ricorda ogni giorno perché sei lì, e per chi».

Micheli: «Undici anni di lavoro, ora andiamo avanti»

Paolo Micheli, sindaco uscente e capolista, ha ripercorso la storia di Segrate Nostra dalla nascita, nel 2009, fino alle battaglie più recenti. Un cammino lungo, fatto di vittorie e di momenti difficili, che ha portato — tra i risultati più concreti — alla trasformazione del Golfo Agricolo in area protetta, oggi parte di un parco intercomunale.

Il messaggio di Micheli è stato chiaro: non si riparte da zero, si continua un lavoro. «Undici anni fa abbiamo ricevuto un mandato. Lo abbiamo onorato con umiltà e con ascolto. Oggi chiediamo di ricominciare. Non per abitudine, non per inerzia. Ma perché crediamo che il lavoro non sia finito, e che valga ancora la pena farlo bene».


Di Chio guarda ai prossimi cinque anni

Francesco Di Chio, candidato sindaco per la coalizione che sostiene Segrate Nostra, ha proiettato l'assemblea verso il futuro. Il programma che ha illustrato ruota attorno a tre parole chiave: vivibilità, sviluppo e cultura.

Sul primo fronte, l'obiettivo è migliorare la qualità della vita attraverso la rete del verde pubblico, la rigenerazione urbana e una maggiore sicurezza nei quartieri. Sul secondo, puntare a uno sviluppo economico sostenibile, con servizi innovativi e una mobilità centrata sulle persone. Sul terzo, investire sulla partecipazione civica e avvicinarsi ai bisogni di giovani e anziani.

Una visione che, ha sottolineato Di Chio, non nasce dai laboratori di comunicazione ma da quello che la lista ha visto in questi anni sul territorio: «Il nostro programma nasce da quello che abbiamo visto, da quello che non siamo ancora riusciti a fare, e da quello che ci chiedete».

Una lista nata dal basso

La serata è servita anche a presentare ufficialmente i candidati che comporranno la lista. Prina li ha descritti come persone radicate nel territorio: «Persone che vivono e lavorano a Segrate, che hanno fatto volontariato, che hanno ascoltato le necessità della città, che hanno studiato i piani regolatori nel tempo libero perché ci tenevano davvero». Nessun paracadutato, nessun nome di facciata: questa, almeno, è la promessa.

L'identità di Segrate Nostra rimane quella delle origini: una lista civica convinta che «una città non si misura in metri cubi costruiti, ma in qualità di vita vissuta». Il suolo come bene comune, il verde come diritto, la politica come ascolto. Valori che, a giudicare dalla scelta della location, il movimento intende rivendicare fino in fondo.

Le elezioni amministrative di Segrate si avvicinano. La partita è aperta.