Il Golfo Agricolo è pubblico e verde, ma i diritti edificatori sono atterrati a Redecesio: Lantieri su Segrate Libera racconta l'altra faccia della storia

Una perequazione urbanistica ha trasferito 35.000 metri quadrati di capacità edificatoria dall'area verde all'ex-CISE. Non è una donazione, non è una conquista ambientale pura: è una transazione in cui qualcuno ha pagato il conto

Daniele Lantieri e Segrate Libera tornano il 17 aprile con il sesto intervento della serie dedicata agli undici anni di mandato Micheli, e lo dedicano ancora al Golfo Agricolo — probabilmente, scrive Lantieri, «il cavallo di battaglia più citato da Micheli quando parla della sua eredità ambientale». Un'area di quasi 700.000 metri quadrati sottratta alla speculazione edilizia, acquisita al patrimonio pubblico, destinata per sempre a verde agricolo. «Una battaglia vinta, dice il sindaco. Una conquista per tutti i segratesi. È una narrazione potente. Ed è anche — in piccola parte — vera», scrive Lantieri. «Il Golfo Agricolo esiste, è pubblico, è verde. Su questo non c'è discussione. Il problema è quello che non viene mai raccontato insieme a questa storia».

Il meccanismo che nessuno spiega

Lantieri dedica la parte centrale dell'intervento a spiegare come funziona concretamente la perequazione urbanistica — lo strumento tecnico-giuridico che ha reso possibile l'acquisizione del Golfo. «Il Golfo Agricolo non è stato donato al Comune da un mecenate illuminato», scrive. «Non è stato acquistato con fondi pubblici stanziati appositamente. È il risultato di una perequazione urbanistica».

Il meccanismo, nella sua ricostruzione, funziona così. L'area del Golfo Agricolo era di proprietà privata, acquisita da 2C Sviluppo Immobiliare dagli storici proprietari. Quella proprietà aveva un valore urbanistico: era edificabile, o potenzialmente tale, per circa 35.000 metri quadrati di capacità edificatoria. Con la perequazione, 2C Sviluppo Immobiliare ha ceduto il Golfo al Comune rinunciando alla possibilità di costruirci. In cambio, quella capacità edificatoria di 35.000 metri quadrati non è sparita: è stata trasferita sull'area ex-CISE di Redecesio. La stessa area dove oggi sorge il cantiere del datacenter CyrusOne MIL1.

«Traduzione semplice», scrive Lantieri: «il Golfo Agricolo è diventato pubblico perché in cambio il Comune ha concesso a qualcun altro di costruire molto di più a Redecesio. Non è una donazione. Non è una conquista ambientale pura. È una transazione urbanistica in cui si è ceduto qualcosa da una parte per ottenere qualcosa dall'altra».

Il conto che si somma al precedente

Questo intervento si legge insieme a quello del giorno prima, in cui Lantieri aveva già ricostruito la sequenza degli atti che ha portato all'ingresso di Segrate nel PLIS Est delle Cave. La tutela definitiva del Golfo è reale, ribadisce anche qui. Ma il quadro completo racconta che sull'area ex-CISE di Redecesio e Lavanderie sono in costruzione due edifici industriali — non uno — per un totale di oltre 40.000 metri quadrati classificati come industria e artigianato. Il cantiere durerà fino all'agosto 2030. Le procedure VIA al MASE sono ancora aperte. La centralina ARPA in via Don Giussani era guasta prima dell'inizio dei lavori. Il teleriscaldamento promesso non ha ancora un operatore. Il cluster complessivo vale circa 100 MW, «mai presentato così ai residenti di Redecesio e Lavanderie», scrive Lantieri.

«Redecesio e Lavanderie pagano un campus industriale da 100 MW a cento metri da casa, cantieri fino al 2030, procedure ambientali aperte e promesse condizionali — per permettere all'amministrazione di annunciare, all'ultimo anno di mandato, la tutela definitiva di un'area verde che il datacenter stesso ha reso possibile acquisire», scrive Lantieri. «Il prezzo lo hanno pagato i residenti di due quartieri. Il merito se lo prende chi firma i comunicati stampa. Questa non è un'opinione. È la sequenza documentata degli atti pubblici. Chiunque può verificarla».

Le fonti citate sono il PdCC n. 11/2024, il verbale del Comitato PLIS Est delle Cave del 1 dicembre 2025, la delibera del Consiglio Comunale di Segrate del 29 gennaio 2026, lo studio di traffico CyrusOne dell'aprile 2024 e la procedura VIA MASE ID 10977.

La newsletter Segrate Libera di Daniele Lantieri è consultabile su Substack. La redazione di 7giorni continuerà a seguire la serie in vista delle elezioni comunali.