M4 a Segrate, la Lega attacca Micheli: «Basta proclami, servono risposte concrete»
La sezione cittadina del Carroccio accusa il sindaco di fare campagna elettorale sul prolungamento della M4 e chiede chiarezza su collegamenti, parcheggi e viabilità. «Prima di minacciare vie legali a spese dei segratesi, risponda ai quesiti»
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Il j’accuse del Carroccio
La Lega Salvini–Segrate torna all’offensiva sul dossier M4 e accusa il sindaco Paolo Micheli di «parlare a sproposito» e di «fare campagna elettorale sulla pelle dei cittadini». Nel documento diffuso il 3 settembre, la sezione locale ricorda che, quando ATM «tagliava linee di autobus e riduceva i servizi», dall’amministrazione non sarebbero arrivate iniziative pubbliche di contrasto; oggi, invece, «in piena campagna elettorale» si parlerebbe di «vie legali» e «scontro con il Ministero». «Se crede di essere nel giusto proceda», si legge nella nota, «mostri una buona volta di avere una spina dorsale e non faccia il leone da tastiera».
Le richieste di chiarimento
Al centro della presa di posizione ci sono quattro domande operative. La prima riguarda la genesi del progetto, «nato per collegare il centro commerciale e l’eventuale stazione di porta»: la Lega chiede a che punto sia il centro commerciale e se l’area cambierà destinazione d’uso a residenziale. La seconda domanda tocca i collegamenti di quartiere verso la futura fermata, perché «oggi, da alcune zone, per andare in stazione serve la macchina». Terzo nodo: il piano dei parcheggi di corrispondenza; quarto: una viabilità dedicata al raggiungimento della fermata, con il timore che «l’apertura di una viabilità speciale su Segrate» possa far aumentare traffico e inquinamento.
Il nodo delle «vie legali»
La Lega contesta la prospettiva di un ricorso giudiziario: «Chi sosterrebbe le spese legali? E chi non fosse d’accordo dovrebbe prendersi lo stesso l’onere della spesa?». Per i proponenti, prima di «portare avanti un’azione legale a spese di tutti i cittadini» servono risposte amministrative puntuali e un percorso istituzionale fatto di «dialogo costruttivo» con Città Metropolitana, Regione Lombardia ed eventualmente il Ministero, allo scopo di «garantire i fondi già previsti» e cercarne di aggiuntivi «senza mettere città contro città».
Il riferimento a Fontana e la polemica politica
Nel testo si richiama anche una dichiarazione del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, riportata dalla stampa, secondo cui Micheli avrebbe «concordato con la proposta del sindaco di Milano Beppe Sala e mia». Un passaggio che, nella lettura della Lega, indebolisce l’idea dello «scontro col Ministero» e avvalora l’accusa di una gestione «da campagna elettorale». «Noi non minacciamo nessuno», scrivono i leghisti, «né vogliamo trasformare un’infrastruttura fondamentale in un campo di battaglia ideologica».
«Segrate merita serietà, non polemiche»
La nota si chiude con un appello al pragmatismo: «I segratesi non hanno bisogno di bandiere politiche o post sensazionalistici, ma di risposte a problemi attuali». Per questo, la Lega sollecita l’amministrazione a spiegare nel dettaglio come intende assicurare l’accessibilità alla futura fermata della M4, quali parcheggi saranno messi a disposizione e quale sarà l’impatto sulla mobilità locale, ricordando anche la contestazione già sollevata «alla rotonda dell’MD» in tema di traffico. «Segrate merita serietà politica, concretezza e sviluppo, non polemiche inutili», conclude la Lega.
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Redazione 



















