Scuole e centri civici nel programma Di Chio: Lantieri e Segrate Libera citano il caso Sesto San Giovanni

Con un buco finanziario più grande, Sesto ha chiuso il predissesto in quattro anni e attratto 112 milioni di fondi PNRR nel frattempo. Segrate ha impiegato otto anni. Di Chio era vicesindaco quando quei bandi erano aperti

Daniele Lantieri e Segrate Libera pubblicano il 18 aprile il quarto intervento della serie dedicata al programma elettorale di Francesco Di Chio. La domanda è sempre la stessa: «Avresti potuto farlo quando eri in giunta?». Stavolta il tema sono gli investimenti su scuole, centri civici e spazi pubblici nei quartieri.

La promessa giusta e il confronto scomodo

Di Chio promette nuovi investimenti su scuole, centri civici e spazi pubblici. «È giusto», scrive Lantieri. «Le scuole di Segrate meritano attenzione. I centri civici sono il cuore della vita di quartiere. Gli spazi pubblici fanno la differenza nella qualità della vita quotidiana». Ma aggiunge subito un confronto che, secondo lui, «racconta molto».

A Sesto San Giovanni, ricostruisce Lantieri, il sindaco Roberto Di Stefano ha ereditato nel 2017 un buco finanziario di 26 milioni più 14 milioni di debiti verso fornitori — più grande di quello di Segrate. Ha dichiarato il predissesto subito, lo ha chiuso in quattro anni. E nel frattempo — mentre era ancora in predissesto — ha attratto 112 milioni di euro di fondi PNRR per scuole, quartieri e riqualificazioni urbane. «Ha aperto cantieri. Ha fatto manutenzioni ordinarie», scrive Lantieri.

Otto anni contro quattro

Il confronto con Segrate, secondo Lantieri, è impietoso. «Segrate ha impiegato otto anni per chiudere un predissesto più piccolo», scrive. «In quegli stessi anni, i fondi PNRR ottenuti non sono paragonabili. Le manutenzioni straordinarie sulle scuole sono state limitate. I centri civici nei quartieri periferici sono rimasti quelli di prima».

Ma Lantieri va oltre la questione finanziaria: «Non è solo una questione di soldi. È una questione di capacità progettuale — quella che serve per intercettare i bandi, costruire le proposte, presentarsi ai tavoli con le carte in regola».

La responsabilità da riconoscere

La chiusura è diretta: «Di Chio era in giunta durante tutti quegli anni. Era vicesindaco quando i bandi PNRR erano aperti. Promettere investimenti nelle scuole è doveroso. Ma chi era al governo quando quei fondi potevano essere intercettati e non lo sono stati ha una responsabilità da riconoscere — prima di fare promesse per il futuro».

La newsletter Segrate Libera di Daniele Lantieri è consultabile su Substack. La redazione di 7giorni continuerà a seguire la serie in vista delle elezioni comunali.