Segrate, 340 famiglie di via Cassanese 200 chiedevano interventi: ora Di Chio torna in campagna elettorale e scoppia la polemica

Il portavoce dell’Associazione Nuove Prospettive per Segrate, Massimiliano Rositano, attacca il candidato sindaco del centrosinistra Francesco Di Chio: nel mirino due anni senza risposte e il ritorno tra colazioni e aperitivi nel quartiere.

Via Cassanese 200, Segrate

Via Cassanese 200, Segrate Foto di archivio

La presa di posizione dell’associazione
Ha un nome e un volto l’autore del duro comunicato che sta circolando in queste ore a Segrate. Si tratta di Massimiliano Rositano, portavoce dell’Associazione Nuove Prospettive per Segrate, che attacca apertamente il candidato sindaco del centrosinistra Francesco Di Chio in vista dell’appuntamento fissato per mercoledì 15 aprile al Clipper di via Cassanese 200, a Segrate Centro. Nel mirino non c’è solo l’iniziativa elettorale, ma il rapporto tra amministrazione e quartiere negli ultimi due anni.

Le richieste dei residenti
Il comunicato ricostruisce una vicenda precisa. Nel 2024, secondo quanto riferito, 340 famiglie del Cassanese 200 avrebbero presentato una richiesta ufficiale al Comune, segnalando problemi legati a sicurezza, viabilità, parcheggi e qualità della vita. Temi concreti, condivisi da un intero quartiere, che attendeva risposte operative da parte dell’amministrazione.
A ottobre dello stesso anno, sempre secondo quanto riportato da Massimiliano Rositano, si sarebbe svolto un incontro con l’amministrazione comunale, alla presenza del vicesindaco Francesco Di Chio, del sindaco Paolo Micheli e del presidente del consiglio comunale Gianluca Poldi. In quell’occasione sarebbero state fornite rassicurazioni e presi impegni, ma senza sviluppi successivi.

L’accusa: «Due anni di silenzio»
Il tono del comunicato è diretto e senza mediazioni. «Nel 2024, 340 famiglie del Cassanese 200 hanno presentato una richiesta ufficiale al Comune: problemi chiari, protocollati, condivisi da un intero quartiere. A ottobre si è presentata l’amministrazione, con il vicesindaco Francesco Di Chio insieme al sindaco Paolo Micheli e al presidente del consiglio Gianluca Poldi: promesse, rassicurazioni, impegni. Poi più nulla».
La critica si concentra sul periodo successivo: «Due anni di silenzio su sicurezza, viabilità, parcheggi, qualità della vita».
Parole che diventano un attacco politico nel momento in cui viene evidenziato il ritorno del candidato nel quartiere in piena campagna elettorale: «E oggi, in piena campagna elettorale, il vicesindaco torna per un caffè e una brioche con i residenti. Ma i cittadini non hanno bisogno né di caffè né di brioche. Hanno bisogno di risposte».

Il 15 aprile confronto diretto
L’associazione annuncia inoltre la volontà di essere presente all’iniziativa del 15 aprile con documenti alla mano: «Il 15 aprile saremo presenti, con i documenti alla mano. Perché la politica non è una passerella: è responsabilità. E la credibilità si costruisce sui fatti, non davanti a un bar».
Una presa di posizione che apre un fronte politico nel pieno della campagna elettorale e che riporta al centro del dibattito il tema delle risposte concrete ai cittadini e del rapporto tra amministrazione e quartieri.