Terremoto in Fratelli d’Italia a Segrate: si dimette lo storico segretario Pietro Ferrari
Dalla corsa solitaria di Sirtori al passo indietro di Ferrari: emerge il solco incolmabile tra la base segratese e il direttivo provinciale?
Fratelli d'Italia, elezioni, Pietro Ferrari saluta e lascia la segreteria del Partito
SEGRATE, 31 marzo 2026 – Un addio che pesa, quello di Pietro Ferrari. Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, figura storica della destra locale, ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni. Una decisione definita "molto sofferta" dallo stesso Ferrari, che lascia la guida di una sezione da lui fondata nel 2013, quando il partito era appena nato e raccoglieva percentuali decimali.
Il "No Comment" e il nodo personale
Intervistato telefonicamente, Ferrari ha scelto per ora la strada del "no comment" sulle motivazioni ufficiali, rimandando ogni chiarimento a dopo il 7 aprile. Tuttavia, dietro il silenzio emerge un quadro di profonda amarezza. Sembrerebbe che a pesare siano stati in particolare alcuni attriti personali. L'accusa velata che sarebbe circolata tra le fila del partito — ovvero quella di aver trascurato la campagna elettorale per seguire vicende private — avrebbe ferito profondamente il fondatore del circolo segratese.
Un silenzio eloquente
Particolarmente significativo è stato il momento in cui, incalzato dalla domanda se il suo addio riguardi solo la carica di coordinatore o rappresenti una rottura definitiva con l’intero progetto di Fratelli d’Italia, Ferrari si è trincerato dietro un silenzio eloquente. Un vuoto di parole che sembra pesare più di una conferma ufficiale. Questo silenzio sospeso lascia intendere che la ferita sia profonda e che il distacco non sia solo formale, ma ideale: un interrogativo aperto che solo la scadenza del 7 aprile potrà sciogliere, chiarendo se per il fondatore della sezione ci sia ancora spazio sotto i simboli di via della Scrofa o se il divorzio dalla "sua" creatura politica sia ormai totale.
Smentite e malumori politici
Ferrari ha smentito seccamente le voci di un presunto scontro con Alessandrini per la richiesta di un posto da assessore: «Non ho chiesto nulla», ha dichiarato, mettendo a tacere i rumors sulle poltrone. Non è però un segreto che nelle scorse settimane fosse emersa una certa perplessità verso la candidatura di Alessandrini, appoggiata dal direttivo provinciale. Ferrari in passato si è mostrato molto critico verso le logiche delle "correnti" e delle spartizioni esterne che, a dire di alcuni ex militanti del partito, rischierebbero di soffocare il merito e la conoscenza del territorio.
Il caso Sirtori: un’emorragia di consensi e volti storici
A rendere ancora più critico il quadro segratese è il precedente di Luca Sirtori. L’addio dell’ex capogruppo, che per quasi cinque anni ha rappresentato il volto di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, rappresenta una ferita ancora aperta. Sirtori ha infatti scelto di correre alle prossime elezioni con una propria lista civica indipendente, puntando direttamente alla poltrona di sindaco. Questa fuoriuscita, sommata oggi alle dimissioni del fondatore Ferrari, "la dice lunga" sulla profondità della crisi di Fratelli d'Italia: non si tratta di episodi isolati, ma di un malessere strutturale che vede figure storiche e radicate preferire l’autonomia civica piuttosto che restare imbrigliate in dinamiche di partito non più condivise. Una situazione che solleva seri dubbi sulla tenuta della sezione e sulla capacità dei vertici di ascoltare chi il territorio lo vive quotidianamente.
L’ombra di Peschiera Borromeo
La situazione di Segrate richiama alla mente quanto accaduto a Peschiera Borromeo nel 2024. Anche lì, lo scontro sulla linea politica e sulle candidature portò a una spaccatura, con il partito che dopo la diaspora ottenne il 14% alle comunali (a fronte di un 28% alle europee). Un segnale che evidenzia una difficoltà strutturale del partito della Meloni nel gestire le dinamiche locali durante le scadenze elettorali, dove le logiche provinciali sembrano prevalere sulle istanze dei circoli territoriali?
Il passaggio di consegne
In attesa delle spiegazioni ufficiali di Ferrari rimandate al 7 aprile, è già stato nominato il nuovo commissario: si tratta di Antonio Florio, attuale assessore a Rodano. A lui spetterà il compito di traghettare la sezione di Fratelli d'Italia in questa fase turbolenta, mentre Ferrari conclude il passaggio di consegne, chiudendo — almeno per ora — una pagina lunga oltre dieci anni.
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Redazione 



















