Peschiera, a 50 anni dal delitto di Julia Calzoni, due cittadini attenti e appassionati del territorio, riqualificano il luogo della memoria al Carengione
Il 24 marzo 2026 Walter Ferrari e Paola Sandri hanno reso omaggio a Julia nel luogo del ritrovamento del corpo, custodendone la memoria
La giovane assassinata, la lapide posta dai suoi genitori nel Carengione e la riqualificazione realizzata dai coniugi Ferrari
Peschiera Borromeo (MI). A pochi giorni dal cinquantesimo anniversario dell’uccisione di Julia Calzoni, avvenuta il 26 marzo 1976, un gesto concreto restituisce dignità a uno dei luoghi più delicati della memoria di Peschiera Borromeo. Nella giornata di martedì 24 marzo 2026, Walter Ferrari e la moglie Paola Sandri hanno riqualificato l’area circostante il punto in cui fu ritrovato il corpo della giovane, all’interno dell’Oasi del Carengione.
Un nome, una storia, una memoria
Julia Calzoni, all’anagrafe Olga Julia Calzoni, era conosciuta da tutti semplicemente come Julia. Una tradizione di famiglia voleva che i maschi portassero il nome Julio e le femmine Julia. Aveva 16 anni quando fu uccisa. Oggi avrebbe 67 anni, forse sarebbe diventata nonna. Un pensiero che rende ancora più concreto il peso di una vita spezzata troppo presto.
Un intervento sobrio ma significativo
Non una semplice installazione, ma un lavoro di cura e rispetto. I due pensionati hanno realizzato un piccolo altarino artigianale, sobrio, pulito e sincero, restituendo ordine e decoro a uno spazio che negli anni aveva perso attenzione. Nel punto esatto indicato dalla lapide, posata dalla famiglia, sono stati collocati fiori e una fotografia, segni essenziali ma capaci di restituire umanità e raccoglimento.
La lapide e le parole della famiglia
A ricordare Julia è la lapide posta dalla famiglia, che riporta un messaggio inciso nel tempo e nella memoria della comunità: «Mamma e papà chiedono giustizia per Julia. Qui barbaramente uccisa dalle stesse mani che credeva amiche! 26 marzo 1976 ore 18:30». Parole semplici e durissime, che raccontano tutto il dolore e la richiesta di verità che ancora oggi risuona.
Il Carengione tra natura e memoria
L’Oasi del Carengione non è solo un’area naturale di grande valore ambientale, ma anche un luogo segnato da una vicenda che ha colpito profondamente la comunità. Walter Ferrari, da anni impegnato nello studio delle specie vegetali, della fauna e del territorio del Carengione, ha legato il proprio lavoro anche alla memoria di Julia. Un legame profondo, che unisce la tutela dell’ambiente alla custodia della storia.
Un gesto di cura verso il territorio e la comunità
L’intervento di Walter Ferrari e Paola Sandri assume un significato che va oltre l’aspetto materiale. Prendersi cura del Carengione significa anche prendersi cura della memoria di Julia. La lapide, che riporta la data del 26 marzo 1976, torna così al centro di uno spazio ordinato e rispettoso.
Il ricordo istituzionale della città
Nel 2025 anche il Comune di Peschiera Borromeo ha voluto lasciare un segno tangibile della memoria, posando una targa dedicata a Julia Calzoni a quasi cinquant’anni dal brutale assassinio. Un’iniziativa che ha riconosciuto ufficialmente il valore civile del ricordo, trasformando una vicenda privata e dolorosa in patrimonio collettivo della comunità. La presenza della targa si affianca oggi al gesto di cura compiuto al Carengione, rafforzando un percorso condiviso che unisce istituzioni e cittadini nel mantenere viva la memoria di Julia e nel trasmetterla alle nuove generazioni.
Una comunità chiamata a non dimenticare
Il luogo in cui fu ritrovato il corpo di Julia torna ad essere uno spazio riconoscibile, non abbandonato. Un punto di memoria civile che invita alla riflessione, soprattutto per le nuove generazioni. Perché ricordare non è solo un atto del passato, ma una responsabilità del presente.
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Redazione 



















