Milano tra le nuove moschee e il rischio terrorismo

In seguito alla strage in Tunisia, a Milano il centro-destra si oppone alla possibile costruzione di due nuove moschee e c'è molta preoccupazione per il rischio terrorismo legato al tema immigrazione

A Milano la questione delle moschee è sempre più spinosa. Aumentano infatti le polemiche riguardanti la possibile apertura di due nuove moschee nel capoluogo meneghino, soprattutto in seguito alla strage di Sousse in Tunisia, e agli attentati in Kuwait e Francia.  A preoccupare in particolare gli esponenti di centro-destra è stata proprio la misura drastica adottata dal governo di Tunisi, ovvero chiudere ben 80 moschee, decisione presa da uno Stato a maggioranza musulmana, e per questo ancor più allarmante. Questo avviene al di là del Mediterraneo, ma a Milano la situazione è ben diversa. Oltre ai luoghi di culto già presenti sul territorio, il Comune ha infatti lanciato un bando per assegnare tre luoghi della città alle comunità religiose: l’area dell’ex Palasharp, gli ex bagni pubblici di via Esterle e un terreno in via Marignano. Due di questi luoghi potrebbero essere assegnati ad associazioni islamiche. «Guardate bene cosa accade nel mondo –  ha dichiarato Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio e Urbanistica della Lombardia, rivolgendosi al Governo Renzi - e non ignorate i provvedimenti, ben più rigorosi, che giungono proprio dai Paesi islamici. La decisione della Tunisia di chiudere 80 moschee – continua la Beccalossi - è la prova evidente che la commistione tra il culto religioso islamico e attività parallele allo stesso, possono anche sfociare nel fiancheggiamento al terrorismo». Secondo la normativa attualmente in vigore in Lombardia per costruire nuovi luoghi di culto, di qualsiasi confessione, bisogna sottostare a vincoli urbanistici come la costruzione di parcheggi adiacenti e la conformità alla Valutazione ambientale strategica (Vas) oltre che attenersi a una serie di norme di sicurezza, prima fra tutte l'installazione di telecamere. « La legge regionale è attualmente in vigore– spiega Viviana Beccalossi - e ha già  prodotto sentenze dei tribunali che ne riconoscono piena legittimità. Chi non rispetta le regole, in Lombardia non costruisce moschee o altri luoghi di culto, Comune di Milano compreso». La Critica è rivolta alla volontà di Renzi di fare ricorso nei confronti della Legge Regionale sui luoghi di culto,  per esautorarla, eliminando così il provvedimento. 
La polemica sui luoghi di culto sfocia spesso nel discorso immigrazione, legato al tema della sicurezza dello Stato Italiano. «Le moschee sono i luoghi preferiti dal radicalismo islamico – spiega Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale di Forza Italia - per reclutare immigrati di seconda generazione. Anche la circostanza che l’Italia sia in questo momento un paese dove qualsiasi terrorista può comodamente entrare utilizzando i barconi e fingendosi rifugiato politico dovrebbe consigliare più prudenza». La situazione comprendente anche la preoccupante questione degli sbarchi è sempre più attuale, ed è praticamente impossibile parlare di integrazione e religione musulmana senza farvi riferimento: «Siamo molto preoccupati – ha affermato Maroni, Presidente della Regione Lombardia - le Nazioni Unite devono bloccare la partenze in Libia e Tunisia, altrimenti c’è il rischio molto forte che quanto accaduto sulla spiaggia tunisina accada anche da noi. Nessuno è in grado di dire che non succederà». Sulla stessa linea è Angelino Alfano, il quale ha affermato recentemente che «nessun Paese è a rischio zero». Proprio perché nessuna città, compresa Milano, dove vivono circa 100.000 musulmani, può sentirsi esente da rischi e minacce Isis, da venerdì sera sono stati sensibilmente aumentati i controlli per disinnescare l’allarme terrorismo in città. La decisione è stata presa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza coordinato dal prefetto Francesco Paolo Tronca. I controlli si concentreranno principalmente nei punti ritenuti a maggior rischio, ovvero il duomo e la Stazione Centrale fino ad arrivare all'area Expo. 

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