San Giuliano, all’ex sindaco un posto di lavoro per 200mila euro, al tecnico comunale 52mila euro e una vasca idromassaggio

L’inchiesta della Procura di Lodi e il sequestro del Centro commerciale San Giuliano fanno luce sul malaffare della cittadina milanese. Secondo la Procura il gruppo criminale gestiva una fitta rete corruttiva basata su rapporti duraturi

Marco Toni

Marco Toni Presso il Centro commerciale San Giuliano

Secondo il gip di Lodi, Isabella Ciriaco la corruzione dell’Ex Sindaco Marco Toni emerge pesantemente dalla e-mail che Maria Nigro, l’amministratore della Milpar srl ha inviato all’ex Sindaco Toni il 31 Agosto 2015 per avvisarlo del licenziamento. Si perché Marco Toni sfacciatamente dopo non aver ricoperto più il ruolo di Sindaco di San Giuliano Milanese, e una volta inaugurato il nuovo Centro commerciale il 3 settembre 2012 viene assunto come direttore del centro commerciale da lui stesso autorizzato, e ha ricoperto la carica, incassando fra il 2012 e il 2015 quasi 200mila euro di compensi. Oltretutto senza aver mai lavorato seriamente: «In ufficio lui fa poco e niente» scrive l’amministratore della società ad un impiegata il 6 agosto 2015. «La Milpar srl, proprietaria del polo commerciale sulla via Emilia finito sotto sequestro da martedì mattina (il centro rimane però aperto al pubblico) ai tempi della Giunta guidata da Marco Toni (ex Pci e Ds), ha usufruito di appoggi da parte di «un gruppo criminale – scrive il giudice nell’ordinanza - capace di ottenere, mediante una consolidata struttura corruttiva basata su una ramificata rete di conoscenze, di consenso e di rapporti duraturi all’interno del Comune». Infatti agli operatori che realizzarono il complesso, non furono chieste le fidejussioni necessarie a garantire le opere compensative, le urbanizzazioni, e la nuova stazione FS di Zivido, concordata nella convenzione. A fare emergere il sistema corruttivo è stata la denuncia del nuovo sindaco di San Giuliano, eletto nel 2009 dopo Toni, Alessandro Lorenzano (PD), il quale nel 2011 si accorge che le fideiussioni previste dall’accordo con la Milpar srl, la società proprietaria dell’ex Albergo, non erano mai state presentate. Gli uomini della Guardia di Finanza oltre all’ex sindaco Marco Toni hanno denunciato a piede libero per corruzione anche il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Cristian Stefanoni, il dirigente del Settore tecnico comunale, Roberto Corradi, l’amministratore della Milpar, Maria Nigro, Luca Mauri progettista del Centro ed ex convivente della Nigro, e Saverio Di Gioia. A questi ultimi tre imprenditori è stato contestato anche il reato di frode fiscale per 140 milioni di euro di fatture false. Secondo gli atti della Procura al tecnico comunale Corradi la Milpar Srl ha versato 52mila euro e regalato una vasca idromassaggio per la sua abitazione. Al vicesindaco, Cristian Stefanoni,  professionista,  sono state pagate consulenze a peso d’oro. In tutto il denaro oggetto della corruzione secondo gli inquirenti si aggira sui 300mila euro.  Marco Toni  era già andato sotto processo per il Crack di Genia, l’azienda comunale dei servizi andata in disgrazia. L’ex Sindaco nell’ottobre del 2017 fu però prosciolto con formula piena.

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