Intervista al "renziano" Damiano Dalerba, nuovo coordinatore del Pd segratese

Segrate, Congresso locale PD. Damiano Dalerba è il nuovo volto - «giovane e innovatore» questo era l’identikit del candidato ideale - che guiderà il Circolo del Partito Democratico “Sandro Pertini” di Segrate.

A uscire allo scoperto nelle scorse settimane, erano stati i responsabili di Primavera Democratica, costola locale della corrente di riformisti milanesi cui hanno aderito sia il capogruppo del Pd segratese che alcuni consiglieri comunali. In una nota ufficiale inviata alla stampa si leggeva: «Sì alla candidatura unitaria per superare divisioni e rinnovare. Dal congresso deve arrivare un forte segnale di cambiamento e soprattutto di unità all’interno del partito che negli ultimi anni ha visto la propria azione politica indebolita, se non addirittura compromessa, da continue divisioni» E poi ancora «Un Pd finalmente forte e coeso, in grado di proporsi come forza di governo propositiva e credibile, non può che uscire da un autentico e complessivo rinnovamento dei suoi organi direttivi». A ufficializzare e realizzare questa decisione è stato il congresso dei democratici segratesi, svoltosi sabato 26 ottobre, primo di altri importanti passaggi, cui seguiranno le assemblee regionali e soprattutto le primarie - previste per l’8 dicembre - per l’elezione del Segretario nazionale. Tornando a Segrate, Damiano Dalerba, imprenditore, esperto di no-profit, vanta una lunga esperienza politica alle spalle in Martesana. Già Consigliere comunale a Bussero, poi Assessore e Vicesindaco a Pessano con Bornago, oggi è un segratese “d’adozione”; da alcuni anni, infatti, risiede nella frazione di Rovagnasco con la sua famiglia. Lo abbiamo incontrato poco dopo la sua elezione e gli abbiamo rivolto qualche domanda “a caldo”. Questo il suo primo commento: «La mia elezione è il simbolo della capacità di accoglienza di Segrate e dei segratesi».
Prima di tutto, ci complimentiamo per questa tua nuova importante sfida, poi vorremmo che ci raccontassi come si è arrivati a questa decisione del “candidato unico”. Esiste poi un collegamento tra la tua elezione e il fatto che tu sia dichiaratamente un “renziano”?
Per fortuna non c'è un collegamento diretto tra l'essere sostenitore di Matteo Renzi e la mia elezione. Ho ricevuto, infatti, il sostegno di praticamente tutti i presenti al Congresso, anche di chi, l'8 dicembre, farà scelte diverse su chi dovrà essere il nostro nuovo Segretario nazionale. Vedi, nelle ultime settimane, abbiamo ragionato moltissimo sul nostro Futuro - viene spontaneo il collegamento con il titolo della Leopolda 2013 di Matteo Renzi “Diamo un nome al Futuro” (ndr) -, su cosa vorremmo per il Partito Democratico di Segrate e soprattutto su cosa desideriamo per la nostra città. Abbiamo provato a scrivere questa “lista dei desideri” e pian pianino, con il contributo di tanti, è nato il nostro “piano di lavoro” da oggi fino alle prossime elezioni amministrative. Come “estensore” di questo piano e “raccoglitore” delle diverse critiche e ragionamenti, la scelta degli iscritti è ricaduta naturalmente su di me. Prima di essere sostenitori di “tizio” o “caio” siamo segratesi e, come tali, vogliamo il bene di Segrate. Una scelta, spero di esserne all'altezza, consapevole che il “coordinatore” di un circolo politico non è nessuno senza i tanti volontari da “coordinare”. Se mi consenti di usare uno slogan, non abbiamo candidato un “io” ma un “noi”.
Progetti immediati per Segrate? E soprattutto, cosa intende fare il Pd per vincere le prossime elezioni amministrative
?
Dobbiamo dire la verità ai segratesi: e cioè che la nostra bella città, una volta meta di tanti per la qualità della vita - qualità data dagli spazi verdi e da una viabilità comoda e non invasiva - oggi è scivolata in una spirale senza fine fatta di cemento e asfalto. Sempre meno spazi verdi e sempre più strade caotiche e mal pensate. Se continuiamo in questa direzione, pian pianino questa città si svuoterà: stiamo per trasformarci nella peggior periferia milanese. Da Segrate città-giardino a Segrate città-asfalto. Ecco, noi vogliamo proteggere Segrate e i suoi abitanti, farla tornare città-giardino. Solo se ci sarà un moto di indignazione generale, di tutta la nostra società civile, potremo vincere le elezioni. Ma questa necessità va oltre il Partito Democratico. Noi metteremo a disposizione tutte le nostre risorse, senza risparmiarci, per mettere insieme sia tutte le forze di opposizione - partiti o liste civiche che siano - che tutti i comitati, gruppi o singoli cittadini che abbiano a cuore il destino della nostra città. Dobbiamo avere un sogno: fermare il declino di Segrate e farla rinascere. La prima cosa che faremo, quindi, sarà organizzare una giornata pubblica di tutti coloro che “amano Segrate” per capire chi vuole realizzare con noi questo sogno.
Cristiana Pisani

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