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La Lucchini Artoni vince il ricorso al Tar contro il Comune di Segrate

Via libera alla Lucchini Artoni per riprendere la produzione. Questo il verdetto del Tar. Accogliendo il ricorso presentato dall’azienda, il Tar ha rigettato l’ordinanza comunale che negava l’autorizzazione alla Edil Bianchi, ex Lucchini Artoni, di subentrare nell’attività. E con questa notizia si chiude un anno e se ne apre uno nuovo, ma il bitumificio di via Tiepolo a Segrate resta sempre il protagonista numero uno della cronaca cittadina.

E con questa notizia si chiude un anno e se ne apre uno nuovo, ma il bitumificio di via Tiepolo a Segrate resta sempre il protagonista numero uno della cronaca cittadina. Ed è subito polemica. Quelli di Sel sono tra i primi a postare su Facebook la bella notizia. Sul loro blog ironicamente ringraziano l’Amministrazione comunale segratese per il bel regalo natalizio e scrivono: «Ancora una volta la storia si ripete – ricordiamo che in passato la Lucchini aveva già vinto un ricorso al Tar contro il Comune – e la ex Lucchini Artoni, ora Edil Bianchi, tornerà a inquinare l’aria a Segrate». Segue poi il post di Paolo Micheli, capogruppo di Segrate Nostra.
Una storia infinita questa della Lucchini Artoni, una vicenda ricca di colpi di scena che da oltre un anno "avvelena" letteralmente l’animo di parecchi cittadini segratesi. Dopo l’estate passata con le finestre chiuse per le “puzze” insopportabili – un forte odore di gomma bruciata – e la manifestazione ai primi di settembre – un corteo di quasi quattrocento cittadini sotto una pioggia incessante ha protestato al grido “vogliamo tornare a respirare”, arriva prima la notizia shock della procedura di messa in liquidazione, poi quella della cessione da parte dell’attività a una nuova società e oggi la ciliegina sulla torta per i cittadini.
«Una battaglia a colpi di carte bollate – è il commento del sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini - che sia il Comune sia la ditta portano avanti con le loro ragioni. Capiamo perfettamente il disagio dei cittadini e per questo non smetteremo mai di cercare una soluzione che preveda la delocalizzazione dell’impianto». Allerta anche in Provincia: «Per quanto concerne la vicenda Lucchini Artoni, il ruolo della Provincia, dopo la sentenza del Tar, diventa sempre più determinante», queste le significative parole del comunicato stampa inviato alla redazione dal capogruppo dell’Idv Luca Gandolfi. Si legge poi ancora: «La Edil Bianchi per iniziare la produzione ha bisogno delle licenze AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) di competenza della Provincia di Milano. Come Italia dei Valori ci batteremo affinché la Provincia non commetta un simile errore. Niente licenze fino a quando non sarà fatta la massima chiarezza sul problema dell'emissione di sostanze inquinanti». Non resta allora che augurarsi che anche tutte le altre forze politiche rispettino la posizione assunta lo scorso dicembre quando hanno votato all’unanimità la mozione, presentata dal consigliere provinciale Udc Roberto Biolchini, in cui si chiedeva a tutti i soggetti interessati – Arpa, Asl, Comuni di Segrate e Pioltello – di far fronte unico. Di certo la storia non finisce qui, ne torneremo presto a parlare.


Cristiana Pisani 

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