"Storia di Lucia (e di altri neo-segratesi)", tratta dal comunicato di Segrate Nostra

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa della lista civica Segrate Nostra che racconta una vicenda emblematica, quella di Lucia e della sua famiglia, che riaccende i riflettori sul “caso Village” a Segrate.

«Lucia è mamma di un bimbo di due anni e di uno di cinque, ha comprato quattro anni fa casa in un quartiere nuovo di Segrate, il Village, che a dispetto del nome (invero assai curioso) è costituito da palazzi piuttosto alti e qualche area verde interposta. Lucia e il marito, entrambi originari di Milano, lavorano una a Lancetti, l'altro verso Varese, lungo la linea del passante ferroviario, S5 e S6. Hanno scelto Segrate, e il Village, per la prossimità con la stazione, per quella che han ritenuto essere la buona qualità delle abitazioni, per la promessa di un quartiere completo e nuovo, prossimo al centro della nostra città. Hanno loro garantito la presenza di un asilo nido e di vari servizi, a tutt'oggi mancanti. Qualcuno ricorderà, pochi anni fa, le ampie pubblicità per il "Segrate Village" e i rendering sapientemente artefatti distribuiti sul nostro territorio e oltre. Qualcuno li osservava con perplessità, conoscendo l'attitudine della Maggioranza (da un ventennio oramai) a favorire faraonici progetti, a rischio di non completamento. Lucia e suo marito ci hanno creduto, quattro anni fa, perché facendo un giro per Segrate hanno notato vecchi quartieri residenziali completi e funzionanti, ancora una discreta quantità di verde, buoni servizi, una nuova viabilità in costruzione, molte promesse. Lucia e suo marito oggi non credono quasi più - ma la speranza fortunatamente è dura a morire - che il Village sarà terminato con tutti gli elementi promessi per renderlo vero e vivibile. Con punti di aggregazione, giardinetti per i bambini e per far giocare i cani, e il nido. Con una piccola stazione dignitosa, anche semplicemente un bar che venda i biglietti del trasporto pubblico, in modo che scendendo dal treno venga voglia di fermarsi per bere un caffè e fare due chiacchiere. O di far colazione ancora assonnati in attesa di andare al lavoro. Lucia ha saputo che il Comune, invece, ha speso soldi pubblici per un bar presso il cosiddetto Centro Parco, lontano da parcheggi e da vie di transito - se non una ciclabile - che se va bene sarà sfruttato qualche mese all'anno, quasi solo in estate. Ah, oggi Lucia ha saputo che nell'area ex-IBM, vicino a San Felice, sorgerà un grande complesso edilizio, in gran parte residenziale. Si domanda che necessità avevano i cittadini segratesi di un nuovo quartiere, quando del suo restano 200 appartamenti da vendere, e si chiede che probabilità avrà di essere ultimato: le stesse del Santa Monica? Che senso civico c'è nel dare a tutti la possibilità di costruire? Che senso ha creare competizione in un mercato stagnante? Lucia: noi ce lo domandiamo insieme a te, da troppi anni oramai».

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