Scossone nel Pdl di Segrate: Alessandrini lascia Berlusconi per il gruppo misto. Ed è pronto a tagli drastici in Giunta
Il sindaco, cinque assessori e nove consiglieri si sono sospesi dal Pdl per lanciare un nuovo gruppo politico
Il Popolo della Libertà lombardo sta perdendo i pezzi. E non è solo un contraccolpo da addebitare alle ultime amministrative. Il Pdl mostra tutta la sua debolezza anche in Comuni dov'è in maggioranza. Come a Segrate, dove nell'ultimo Consiglio comunale d'inizio giugno il sindaco Adriano Alessandrini, cinque assessori e nove consiglieri (sui 14 eletti nel Pdl) si sono sospesi dal Pdl per lanciare un nuovo gruppo misto. «L'uscita dal Pdl dev'essere un segnale forte – racconta a caldo il sindaco Adriano Alessandrini –. Non ci va bene il sistema di amministrazione che è stato portato avanti in questi anni. Tanto dal nostro governo, quanto dal nuovo governo Monti. Noi abbiamo dimostrato a livello locale di fare tanto. Ma da nessuna parte è mai stato preso in considerazione il nostro esempio come quello di un'amministrazione che funziona. E questo ovviamente non c'è piaciuto». Gli ex pidiellini resteranno nell'orbita del centrodestra pur dichiarandosi indipendenti dal partito di Berlusconi. Un nuovo gruppo che sembra aver scoperto solo ora i costi della politica. Ecco quindi tagli in Giunta (forse anche del 50%) ai gettoni di presenza dei consiglieri e alle poltrone di partecipate e municipalizzate, che potrebbero subire una drastica cura dimagrante. «È un segnale forte di discontinuità che vogliamo dare ai partiti, e anche al nostro ex partito – continua il Primo cittadino di Segrate –. Ad esempio, noi vogliamo che in Regione le persone non vengano più nominate solamente perché hanno fatto o faranno questo o quel favore. A me non interessa lo sfaldamento del centrodestra: lavoreremo con tutti gli ambiti politici. In questo momento bisogna scegliere soluzioni impopolari. Perché sono le soluzioni impopolari che potranno risolvere i problemi del nostro Paese». Intanto, dall'opposizione una voce si alza sovrana: «Quando il rapporto fiduciario con gli elettori viene stravolto in questo modo, la cosa migliore da fare è riverificarlo – tuona Paolo Micheli, capogruppo consigliare di Segrate Nostra –. Alessandrini si deve dimettere e, se vuole continuare ad amministrare la città, riproporsi al giudizio degli elettori».
Elisa Murgese
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