Segrate ancora senza Giunta, a rischio il futuro dell'Amministrazione Alessandrini

Segrate è ancora senza Giunta. “Fumata nera” anche dopo il secondo tavolo politico dei giorni scorsi. Fino a poco più di un mese fa gli assessori erano otto, poi una bufera di dimissioni ha travolto la Giunta, decimandola con un addio di massa: prima Zanoli (assessore al Territorio), poi gli assessori al Bilancio (Tagliaferri), all’Ambiente (Orrico) e Pari Opportunità (Ronchi).

Dimissioni ufficialmente motivate «con una chiara scelta di ridurre i costi della politica, portando da otto a quattro il numero degli assessori, su proposta del sindaco Alessandrini - secondo quanto affermato in Consiglio comunale - impiegando le risorse risparmiate in progetti di sostegno dell’occupazione presso imprese locali».
Infine l’azzeramento dei tre assessori superstiti: Grioni, Rebellato e Pedroni. Una decisione presa dal sindaco Alessandrini senza indugio: «Non si tratta certo di un atto di sfiducia nei confronti degli assessori – ha dichiarato –, ma è necessario riorganizzare l’esecutivo cittadino».
E adesso? Al momento nessun accordo raggiunto per formare la nuova squadra di governo, i due vertici di maggioranza tra Indipendenti, Pdl e Lega si sono conclusi con un nulla di fatto. Ma quali sarebbero i nodi da sciogliere per superare le divergenze? Ne abbiamo parlato con Andrea Donati, capogruppo a Segrate della Lega Nord. «Prima di tutto la riduzione a quattro del numero degli assessori. Non si capisce bene – ironizza Donati – se si tratta di un problema di riduzione di costi o di numero delle poltrone». Di fatto sono sei le posizioni in discussione, oltre ai quattro assessori con relative deleghe, resta lo scoglio di chi siederà sulle due poltrone più ambite dopo quella del primo cittadino – quella del vicesindaco e del presidente del consiglio comunale - che oggi appartengono a due esponenti del Carroccio.
«La Presidenza del Consiglio comunale non è una figura in discussione», ribadisce con fermezza Donati. Più morbido invece sulla possibilità di arrivare al prossimo incontro – non ancora fissato – con una nuova proposta “di apertura”, sempre però che anche gli altri non si irrigidiscano sulle loro posizioni. Resta il fatto che la situazione di stallo nelle trattative sta pesando inevitabilmente sulla macchina amministrativa comunale che, senza giunta, viaggia a regime ridotto.
Intanto, nei giorni scorsi, il Sindaco ha presentato in aula il bilancio di previsione, in votazione lunedì prossimo, e almeno su questo punto, è fuori dubbio che un accordo veloce sia indispensabile. In ballo il futuro di questa legislatura. Se, infatti, nei prossimi giorni la situazione dovesse precipitare, Alessandrini correrebbe il serio rischio di andare a casa in anticipo di due anni. Una possibilità che, al momento, sembra a tutti un po’azzardata e poco conveniente.
Cristiana Pisani

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