La Giunta di Zelo dice “no” alla metropolitana

METROPOLITANA A ZELO: La Giunta dice no, l’opposizione propone un Referendum

A Zelo Buon Persico (Lodi) un giorno potrebbe arrivare una fermata della metropolitana, come prolungamento della linea già esistente. Un giorno magari non troppo lontano, la vita di molti lavoratori e pendolari potrebbe nettamente migliorare attraverso la costruzione di infrastrutture adeguate, il traffico mattutino potrebbe essere in buona parte decongestionato e lo smog e l’inquinamento ambientale potrebbero diminuire.

Potrebbe… La ridondanza del condizionale è voluta, perché a oggi la Giunta comunale del paese ha detto "no" alla fermata: essa ha delegato un emissario tecnico all’incontro in Regione per sottoscrivere un documento ufficiale nel quale si sceglie se volere o meno una fermata della metropolitana nel paese.

Un "no" sentenziato in maniera decisa, senza che né il Consiglio comunale né la maggioranza siano stati messi al corrente della situazione. Nessun politico locale è stato coinvolto nel processo decisionale, men che meno i consiglieri di maggioranza, ma la decisione di non volere la metropolitana è stata presa. Perché?

Il progetto peraltro non è stato neanche visionato dalla Giunta (anche se esiste la possibilità di consultazione del documento), il tecnico è stato delegato a un incontro regionale di carattere politico senza un preciso mandato né un atto di indirizzo.

Questa bagarre non è certo nuova agli abitanti del paese e delle zone limitrofe, visto che già nel 2007 il Sindaco di Zelo Buon Persico era stato l’unico Primo cittadino delle zone interessate a non sottoscrivere l’Accordo di Programma sulla Tem (Tangenziale Est Esterna Milano) che prevede, tra gli altri progetti e interventi, una fermata della linea metropolitana nel paese, in vista del potenziamento del sistema di mobilità dell’Est milanese e del Nord lodigiano.

Ma dove sta, in tutto ciò, la volontà dei cittadini? I potenziali fruitori del servizio non sono stati interpellati, né è stata comunicata loro alcuna informazione, tant’è che le notizie sono state apprese soltanto in via ufficiosa. Nessun comunicato, né avviso è stato diffuso in alcun modo e tutto ciò rende la questione ancora più oscura.

Il “difetto di democrazia”, potrebbe essere in parte colmato attraverso un Referendum di carattere consultivo proposto ai consiglieri comunali che saranno disposti a occuparsi della spinosa questione. I lavori, in questo senso, potrebbero essere approntati già nelle prossime settimane.

All’opposizione, il Gruppo Consiliare “Insieme per Cambiare” (nella persona di Marica Bosoni) si dice pronto a farsi ambasciatore della causa, promuovendo il dialogo attraverso lo strumento consultivo di democrazia diretta.

Non si tratta di una forma di protesta come è stato detto, ma di rimettere nelle mani dei cittadini una decisione che li riguarda in prima persona.

Vanja Colia

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