Partenogenesi: generare senza l'unione dell'uomo e della donna?

In un prossimo futuro sarà possibile generare figli in proprio, senza bisogno di un partner attraverso le “fotocopie di noi stessi”

Sappiamo tutti che i corpi maschile e femminile producono cellule sessuali che servono per la riproduzione: i gameti maschili e femminili (o germinali).  È di questi giorni la notizia di una nuova scoperta fatta da ricercatori di Cambridge per cui, oggi, è possibile la produzione di gameti umani  (maschili e femminili)  da ogni tipo di cellule adulte, staminali. Potremo così avere figli senza l’unione di un uomo con una donna visto che i gameti, cellule-uovo e spermatozoi, si potranno ottenere in laboratorio. i, avete letto bene! In un prossimo futuro sarà possibile generare figli in proprio, senza bisogno di un partner, un "fai da te speciale",  che pian piano, attraverso la manipolazione genetica, ci condurrà a riprodurre noi stessi. Il delirio di onnipotenza, finalmente, sarà soddisfatto: saremo eterni attraverso le “fotocopie di noi stessi”. Tutto ciò ci deve imporre una seria e allarmata riflessione. Questa tecnica, man mano che venisse estesa, cambierebbe irrimediabilmente il modo di pensare l’umanità e se stessi. Non si tratta, infatti, solo di una rivoluzione culturale, ma genetica, antropologica, sociale: segnerebbe l’inizio di una umanità completamente diversa da quella attuale. Quale sarebbe il vantaggio di fare a meno di un partner di sesso opposto per metter al mondo un figlio? Di non allevarlo ed educarlo all’interno del primo nucleo sociale, che è la famiglia, fatto di prospettive e sensibilità diverse, quali sono quella maschile e quella femminile? Possiamo affermare che il confronto delle idee, la condivisione e la mutua collaborazione nell’educare un figlio sono così inessenziali? La risposta a tutto questo è, forse, molto semplice e banale: ci facciamo guidare dal nostro egoismo per esprimere un folle delirio di onnipotenza. E chi può dire quale sarà l'equilibrio di un individuo concepito al di fuori della legge di natura? Sarà un vantaggio per i futuri nascituri avere solo un genitore? E quali conseguenze di ordine psicologico individuale e di ordine sociale ci potranno essere? Inoltre, siamo socialmente e personalmente capaci di gestire questa nuova realtà sociale? A queste domande nessuno può rispondere, ma, per noi credenti, c'è una certezza: NOI NON SIAMO DIO e sappiamo che L'UOMO HA DEI CONFINI PRECISI CHE NON PUÒ VARCARE. La natura è stata pensata e creata, noi dobbiamo custodirla e svilupparla: non tutto quello che è possibile è moralmente lecito e utile e non tutto quello che è possibile realizzare procura necessariamente un bene a noi e agli altri. Ma per chi non crede la tentazione è grande e  la prospettiva affascinante perché sollecita quel desiderio oscuro che ogni uomo si porta dentro: il superamento di ogni limite, l''aspirazione ad essere come Dio. Vengono in mente le parole della Genesi (3,6): "Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza". E, in fondo, è così: chi non crede in Dio crede in se se stesso, fa di se stesso un assoluto, il suo io diventa il suo dio, lo sappia o meno. E non è nemmeno un problema solo di chi crede; anche per gli agnostici, anche per gli atei si impone una domanda se non si vuole essere autolesionisti: quello che desidero, quello che scelgo, quello che faccio mi procurerà un vero bene, mi aiuterà a realizzare mi stesso, mi darà la pace, contribuirà a creare una società dove sarà più gioioso e bello vivere? È evidente che la risposta non c’è, perche l’uomo deve sapere accettare una prima verità immediata, che non richiede una cultura particolare e dimostrazioni scientifiche: non abbiamo l’evidenza del bene e del male, non abbiamo l’evidenza di quello che ci farà bene o ci procurerà del male. Se accettassimo questa verità se, cercassimo di vivere alla luce di questa verità, la nostra vita e quella di chi ci sta attorno sarebbe sicuramente migliore e, forse, non ci verrebbe nemmeno in mente di provare a creare una tecnica con cui realizzare qualcosa che la natura non ha previsto.

Fra Giuseppe Paparone o.p.

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