25 aprile di tensioni: aggrediti i giovani di Forza Italia, cacciata la Brigata Ebraica, strappate le bandiere ucraine. E a San Giuliano Milanese e Firenze i vandali colpiscono nella notte

Dal corteo di Milano alle strade di Roma, fino all'hinterland e alla Toscana: una giornata di Liberazione segnata da violenze, insulti e atti vandalici

Il sindaco Giuseppe Sala al corteo del 25 Aprile, accanto al presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, all'assessore Emmanuel Conte e all'assessore regionale Gianluca Comazzi (foto Mianews)

L'81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo doveva essere una festa di unità nazionale. È diventato invece uno dei 25 aprile più turbolenti degli ultimi anni, con episodi di aggressione e intolleranza che hanno attraversato le piazze di Milano e Roma e raggiunto anche i comuni dell'hinterland e le città toscane.

A San Giuliano Milanese e Firenze i vandali colpiscono nella notte

Prima ancora che la giornata cominciasse, qualcuno aveva già deciso come volerla ricordare. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile, a Sesto Ulteriano — frazione di San Giuliano Milanese — ignoti hanno imbrattato e oltraggiato le bandiere e i simboli affissi per la Festa della Liberazione. I vandali hanno lasciato una firma inequivocabile: «R.S.I.», Repubblica Sociale Italiana, la Repubblica di Salò, ultima incarnazione del regime nazifascista in Italia.

Il Comune di San Giuliano Milanese e la sezione locale dell'ANPI «Gisella Floreanini» hanno condannato con fermezza l'accaduto. Il comunicato congiunto è firmato dal sindaco Marco Segala e dalla presidente ANPI Paola Pedrazzi: «Si tratta di un gesto grave, che offende la memoria collettiva e richiama simboli legati a una delle pagine più drammatiche della nostra storia, segnata da violenze, torture, delitti e discriminazioni». E ancora: «Libertà e dignità di cui oggi beneficiano tutti i cittadini, compresi gli autori di questi atti. Tuttavia, la libertà individuale non può mai tradursi in offesa o limitazione della libertà altrui, né può giustificare richiami o simbologie la cui apologia è vietata dalla legge». Sono in corso le verifiche da parte della Polizia Locale, che sta analizzando le immagini del sistema di videosorveglianza per risalire ai responsabili.

La chiusura del comunicato è un impegno preciso: «San Giuliano Milanese è una comunità che si riconosce nei valori della Costituzione, della democrazia e del rispetto reciproco. Per questo continueremo a celebrare il 25 aprile con convinzione, coinvolgendo le nuove generazioni e difendendo la memoria storica da ogni tentativo di offesa o distorsione».

Nella stessa notte, a Firenze, ignoti hanno vandalizzato per la terza volta in quattro mesi la targa dedicata a Norma Cossetto, vittima delle Foibe e medaglia d'oro al valor civile. A denunciarlo è stata l'assessora comunale all'Urbanistica Caterina Biti: «Avevo in mente tutto altro tipo di messaggio per questo 25 aprile. Oggi, però, ci svegliamo così: con la vandalizzazione della targa di Norma Cossetto, vittima delle Foibe, medaglia d'oro al valor civile. È la terza volta dall'inizio dell'anno che risistemiamo questa targa: tre volte qualcuno scientemente ha scelto di violentare la memoria di questa donna e insieme a lei quella delle migliaia di vittime di una delle pagine più buie della storia». Poi l'impegno a non cedere: «Continueremo a ripristinare ogni singola targa, monumento, lapide che sarà vandalizzata e profanata: non l'avrete vinta. Ci troverete sempre pronti a difendere i valori della memoria, della giustizia, della libertà».

I giovani di Forza Italia allontanati dal corteo di Milano

I Giovani di Forza Italia erano presenti pacificamente al corteo milanese per celebrare la festa nazionale. Sono stati però oggetto di insulti, minacce e tentativi di aggressione da parte di gruppi organizzati legati ai centri sociali e ai movimenti pro Palestina.

Il segretario nazionale di Forza Italia Giovani, Simone Leoni, ha parlato di «atteggiamenti aggressivi e intimidatori» subiti dal gruppo milanese, allontanato dal corteo mentre partecipava pacificamente.

Duro il commento di Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale di FI Lombardia: «Altro che libertà e valori condivisi: in piazza abbiamo visto il volto peggiore dell'intolleranza. I nostri ragazzi sono stati di fatto allontanati dal corteo, in un clima squadrista e violento, da veri e propri fascisti rossi, solo perché rappresentano Forza Italia e hanno scelto di partecipare, con rispetto, a una giornata che dovrebbe unire il Paese. Ci aspettiamo una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle organizzazioni promotrici del corteo».

Sulla stessa lunghezza d'onda Giulio Gallera, consigliere regionale di Forza Italia: «Esprimo piena solidarietà ai ragazzi di Forza Italia che oggi sono stati cacciati dal corteo del 25 aprile e aggrediti soltanto per aver scelto di partecipare a una manifestazione che dovrebbe unire e non dividere. Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani. L'Italia non è stata liberata soltanto dai partigiani comunisti, ma anche da quelli liberali, cattolici, socialisti, monarchici e soprattutto grazie al sacrificio decisivo degli Alleati. A questi giovani va la mia vicinanza e il mio ringraziamento per aver voluto testimoniare con coraggio i valori della libertà e della democrazia».

Presente in testa al corteo in rappresentanza di Regione Lombardia, anche Gianluca Comazzi, consigliere comunale di Forza Italia e assessore al Territorio: «Quanto accaduto oggi durante il corteo del 25 Aprile a Milano è inaccettabile: una giornata che rappresenta la memoria condivisa della Liberazione e i valori fondanti della nostra Repubblica non può essere ostaggio di tensioni e prevaricazioni come quelle a cui abbiamo assistito. A chi oggi ha scelto di creare disordini dico che così si tradisce il significato più profondo di questa giornata. Milano e l'Italia meritano commemorazioni all'altezza della loro storia, nel segno del rispetto, del dialogo e della convivenza civile».

La Brigata Ebraica sbattuta fuori. Fiano: «Mai successo in 50 anni»

L'altro episodio che ha fatto più rumore riguarda la Brigata Ebraica, il gruppo che ricorda i combattenti ebrei che si batterono accanto ai partigiani contro il nazifascismo. Dopo ore di tensione, la Brigata è stata fatta uscire dal corteo dalla polizia in tenuta antisommossa.

A raccontare lo sgomento di chi ha vissuto la scena dall'interno è Emanuele Fiano, ex parlamentare del Pd e oggi presidente di Sinistra per Israele, figlio di un sopravvissuto ad Auschwitz: «Oggi era il 50° anno che venivo al corteo nazionale del 25 Aprile. La prima volta era con mio padre con i cartelli dei lager. Oggi siamo stati sbattuti fuori. Non saprei trovare altre espressioni. La Brigata Ebraica che combatté in Italia al fianco dei partigiani contro i nazifascisti, Sinistra per Israele, le persone della Comunità ebraica di Milano, i ragazzi del Movimento scout ebraico socialista, sono stati sbattuti fuori dal corteo nel quale bisognerebbe celebrare la libertà. Ma oggi no, a Milano ha deciso una minoranza estremista che qualcuno può partecipare e qualcuno no, ed è una vergogna per tutto il paese. Qualcuno ci ha lasciato soli. E non parlo delle forze dell'ordine. Parlo di una parte consistente dell'opinione pubblica che sta maciullando secoli di convivenza. Ed è un precedente orribile».

Il presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi ha accusato il presidente nazionale dell'ANPI Pagliarulo e il presidente dell'ANPI di Milano Minelli di incitamento all'antisemitismo.

Roma: bandiere ucraine strappate e spray al peperoncino

Anche la capitale ha vissuto scene difficili da dimenticare. All'altezza della Piramide Cestia, il presidente di +Europa e dei Radicali Italiani Matteo Hallissey e lo youtuber Ivan Grieco sono stati aggrediti da militanti di Cambiare Rotta, che hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi ai manifestanti e strappato loro le bandiere dell'Ucraina. Hallissey è stato soccorso in ambulanza e trasportato in pronto soccorso, dove gli è stata riscontrata un'abrasione alla cornea.

Almeno due le aggressioni registrate nella capitale contro chi portava bandiere ucraine. Una delegazione di +Europa guidata dalla vicesegretaria Antonella Soldo è stata aggredita e la bandiera dell'Ucraina incendiata, mentre alcune persone hanno tentato di strappare anche quella europea. Il gruppo era arrivato in piazza con uno striscione «No Kings No Zar» e le bandiere di Europa, Ucraina, Iran, Palestina, Venezuela e Rojava.

I Radicali Italiani hanno denunciato: «Siamo stati aggrediti da fascisti con le bandiere rosse: ci hanno picchiati e ci hanno spruzzato addosso spray al peperoncino. Siamo stati poi allontanati dal corteo solo perché avevamo con noi bandiere ucraine e di altri popoli oppressi. Esigiamo una netta presa di distanza da parte dell'Anpi: il diritto di manifestare alla Festa della Liberazione appartiene a tutti. Questa vergogna non ha precedenti. Il fascismo è qui».

Nel pomeriggio, sempre a Roma, altri due iscritti all'ANPI sono stati colpiti da una pistola ad aria compressa sparata da una persona poi fuggita in scooter, riportando lievi escoriazioni.

Tajani e Meloni: «Inaccettabile»

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato i gravi episodi di violenza, esprimendo solidarietà sia ai giovani di FI ai quali è stato impedito di sfilare, sia alla Brigata Ebraica esclusa dal corteo, sia ai due iscritti all'ANPI feriti a Roma. La ministra dell'Università Anna Maria Bernini ha definito «una vergogna» l'esclusione della Brigata Ebraica e dei giovani di Forza Italia, episodi che a suo avviso «tradiscono i valori di libertà e democrazia». In serata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta, definendo quanto accaduto alla Brigata Ebraica «un problema» per la democrazia del Paese.

Un 25 aprile che divide

«Una parte della sinistra continua purtroppo a pretendere di avere il monopolio del 25 aprile — ha detto il segretario di FI Giovani Leoni — La libertà, la democrazia e l'antifascismo appartengono a tutti gli italiani. Ed è intollerabile che proprio nel giorno in cui si celebra la libertà si neghi ad altri il diritto di partecipare a una manifestazione».

Dalla notte di San Giuliano Milanese e di Firenze alle piazze di Milano e Roma, quello che rimane alla fine della giornata è un'immagine scomoda: l'81° anniversario della Liberazione ha liberato soprattutto le tensioni che attraversano il Paese.