Tagliati i tigli di piazzale delle Associazioni: Melegnano sotto choc per l’abbattimento improvviso degli alberi storici
Il Comitato “Tiglio non ti taglio” accusa il sindaco Bellomo di arroganza e di aver agito all’alba senza informare la cittadinanza. In poche ore scomparsa una parte del patrimonio verde simbolo della città.
I tigli adagiati nel piazzale dopo il taglio
Un risveglio amaro per i cittadini
Melegnano si è svegliata il 29 ottobre con una scena che molti hanno definito «un funerale per i tigli». I tronchi tagliati e ammucchiati lungo piazzale delle Associazioni, accanto agli edifici in mattoni rossi dell’ex area industriale, hanno suscitato sgomento e rabbia tra i residenti. Secondo quanto denunciato dal Comitato “Tiglio non ti taglio”, l’intervento di abbattimento sarebbe avvenuto nelle prime ore del mattino, con modalità che hanno spiazzato gran parte della popolazione. Nel comunicato diffuso dallo stesso Comitato si parla di «atto di forza e arroganza», un «blitz al mattino presto» di cui sarebbero stati informati solo pochi membri della cerchia del sindaco Bellomo. Un’azione che ha posto fine alla storia dei tigli che da oltre settant’anni ombreggiavano uno degli spazi più amati della città.
Le accuse del Comitato
Il documento, firmato dal Comitato “Tiglio non ti taglio”, punta il dito contro l’amministrazione comunale e denuncia un clima di scarsa trasparenza e partecipazione. «Con questa azione – si legge – il sindaco Bellomo e tutto il suo Consiglio Comunale hanno voluto dimostrare la loro forza e determinazione nella gestione della cosa pubblica». Nel testo si parla anche di «ego ipertrofico» e di una gestione del bene comune «come fosse l’arredamento di casa propria». Il Comitato, che afferma di rappresentare migliaia di cittadini, ricorda di aver sempre cercato soluzioni di mediazione per evitare l’abbattimento, ma di essersi scontrato con «un atteggiamento di chiusura» da parte dell’amministrazione.
Un patrimonio verde perduto
I tigli del piazzale delle Associazioni erano considerati parte integrante della memoria urbana di Melegnano. Piantati negli anni Cinquanta, avevano resistito a decenni di trasformazioni e lavori pubblici. Il loro abbattimento segna la fine di un’epoca e apre un nuovo fronte di polemica tra cittadini e amministrazione. Il Comitato ha espresso la speranza che «la fiducia nella gestione del nuovo patrimonio verde sia ben riposta», auspicando che le nuove piantumazioni promesse dal Comune siano realizzate con criteri adeguati. Tuttavia, la ferita resta profonda: «La città ricorderà questo brutale gesto di arroganza fatto a suon di “me ne frego”, che ricorda tempi bui della nostra storia patria», conclude il comunicato.
Un tema che divide la città
Mentre gli ambientalisti e i residenti protestano, l’amministrazione comunale non ha ancora diffuso una nota ufficiale di risposta. Secondo indiscrezioni, il progetto di riqualificazione del piazzale prevederebbe la sostituzione degli alberi con nuove essenze, considerate più sicure e compatibili con il nuovo arredo urbano. Ma per molti melegnanesi l’immagine dei tronchi tagliati resta il simbolo di un modo di amministrare percepito come distante e autoritario. L’eco della protesta è destinata a durare. E Melegnano, oggi, piange non solo i suoi tigli, ma anche un pezzo della propria identità verde.
Melegnano si è svegliata il 29 ottobre con una scena che molti hanno definito «un funerale per i tigli». I tronchi tagliati e ammucchiati lungo piazzale delle Associazioni, accanto agli edifici in mattoni rossi dell’ex area industriale, hanno suscitato sgomento e rabbia tra i residenti. Secondo quanto denunciato dal Comitato “Tiglio non ti taglio”, l’intervento di abbattimento sarebbe avvenuto nelle prime ore del mattino, con modalità che hanno spiazzato gran parte della popolazione. Nel comunicato diffuso dallo stesso Comitato si parla di «atto di forza e arroganza», un «blitz al mattino presto» di cui sarebbero stati informati solo pochi membri della cerchia del sindaco Bellomo. Un’azione che ha posto fine alla storia dei tigli che da oltre settant’anni ombreggiavano uno degli spazi più amati della città.
Le accuse del Comitato
Il documento, firmato dal Comitato “Tiglio non ti taglio”, punta il dito contro l’amministrazione comunale e denuncia un clima di scarsa trasparenza e partecipazione. «Con questa azione – si legge – il sindaco Bellomo e tutto il suo Consiglio Comunale hanno voluto dimostrare la loro forza e determinazione nella gestione della cosa pubblica». Nel testo si parla anche di «ego ipertrofico» e di una gestione del bene comune «come fosse l’arredamento di casa propria». Il Comitato, che afferma di rappresentare migliaia di cittadini, ricorda di aver sempre cercato soluzioni di mediazione per evitare l’abbattimento, ma di essersi scontrato con «un atteggiamento di chiusura» da parte dell’amministrazione.
Un patrimonio verde perduto
I tigli del piazzale delle Associazioni erano considerati parte integrante della memoria urbana di Melegnano. Piantati negli anni Cinquanta, avevano resistito a decenni di trasformazioni e lavori pubblici. Il loro abbattimento segna la fine di un’epoca e apre un nuovo fronte di polemica tra cittadini e amministrazione. Il Comitato ha espresso la speranza che «la fiducia nella gestione del nuovo patrimonio verde sia ben riposta», auspicando che le nuove piantumazioni promesse dal Comune siano realizzate con criteri adeguati. Tuttavia, la ferita resta profonda: «La città ricorderà questo brutale gesto di arroganza fatto a suon di “me ne frego”, che ricorda tempi bui della nostra storia patria», conclude il comunicato.
Un tema che divide la città
Mentre gli ambientalisti e i residenti protestano, l’amministrazione comunale non ha ancora diffuso una nota ufficiale di risposta. Secondo indiscrezioni, il progetto di riqualificazione del piazzale prevederebbe la sostituzione degli alberi con nuove essenze, considerate più sicure e compatibili con il nuovo arredo urbano. Ma per molti melegnanesi l’immagine dei tronchi tagliati resta il simbolo di un modo di amministrare percepito come distante e autoritario. L’eco della protesta è destinata a durare. E Melegnano, oggi, piange non solo i suoi tigli, ma anche un pezzo della propria identità verde.
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