San Giuliano Milanese rinnova il Rito del Faro: una fiamma che unisce fede, memoria e comunità
La città apre il 2026 nel segno della tradizione patronale. In una chiesa gremita, il gesto simbolico diventa preghiera collettiva e invito alla pace
12 gennaio 2026
Anche l’inizio del 2026 a San Giuliano Milanese è stato scandito da uno dei momenti più intensi e identitari della vita cittadina: il Rito del Faro, cerimonia antica che ogni anno rinnova il legame profondo tra la comunità e il suo Santo patrono. Un gesto carico di simboli, che affonda le radici nella storia e parla al presente, trasformando la tradizione in occasione di riflessione condivisa.
La celebrazione, partecipata e raccolta, è stata officiata da Sua Eccellenza Flavio Pace, arcivescovo e segretario del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, insieme al prevosto don Luca Violoni. La chiesa, colma di fedeli, ha seguito con emozione il momento più atteso: l’accensione del Faro, una sfera di bambagia che, bruciando, richiama il fuoco come luce e come fede, capace di illuminare e unire, non di distruggere.
Nell’omelia, l’arcivescovo ha voluto ampliare il significato del rito, collegandolo al dolore che ha segnato l’inizio dell’anno. Un richiamo sobrio ma intenso alla tragedia di Crans Montana, che ha trasformato il simbolo del fuoco in una preghiera per le famiglie colpite e in un invito a farsi carico, come comunità, della sofferenza altrui. Non un fuoco di violenza, ma una fiamma che arde senza consumare, capace di generare amore e speranza.
Il Rito del Faro resta così omaggio al martirio di San Giuliano e di Santa Basilissa, ma anche testimonianza viva di una città che riconosce nella propria storia spirituale una bussola per il presente. Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili e militari, associazioni e gruppi del territorio, a conferma di un legame che va oltre il culto e si traduce in identità condivisa.
Nel ricordo del Santo che dà il nome alla città, San Giuliano Milanese rinnova il suo impegno a essere comunità aperta, capace di costruire percorsi di fede e di pace. Come il Faro acceso all’inizio dell’anno, una luce che invita a fidarsi, ad aprire le porte e a diventare, ciascuno, sorgente luminosa per gli altri.
12 gennaio 2026
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Redazione 



















