San Giuliano Milanese, taglio al pasto dei docenti, stop alla seconda portata: il sindaco scrive al Ministero per la copertura dei costi
Proteste e lettera aperta dell’ex dirigente scolastico Marco Parma. I sindacati convocano un’assemblea pubblica per venerdì 31 ottobre
A San Giuliano Milanese la decisione del Comune di modificare il pasto servito agli insegnanti durante la mensa scolastica ha acceso un ampio dibattito tra amministrazione, personale scolastico e sindacati. Da questa settimana, i docenti che assistono gli alunni durante il pranzo riceveranno solo una prima portata — come un piatto di pasta o un passato di verdura — e la frutta, mentre la seconda portata continuerà a essere servita esclusivamente agli studenti.
Le motivazioni dell’Amministrazione comunale
Secondo il sindaco Marco Segala, la scelta è stata presa per contenere le spese e per evitare aumenti a carico delle famiglie. Gli insegnanti, ha ricordato, sono dipendenti statali e il trasferimento di circa 118mila euro che lo Stato riconosce complessivamente al Comune per la gestione del servizio di refezione non è sufficiente a coprire tutti i costi, compresi quelli relativi ai pasti del personale docente. Finora l’ente ha sostenuto con risorse proprie una quota aggiuntiva di circa 50mila euro all’anno.
Alla luce dell’ordinanza della Corte di Cassazione, che riconosce ai Comuni la possibilità di fornire un pasto “adeguato” composto da una prima portata e frutta, l’amministrazione ha deciso di adeguarsi per garantire la sostenibilità del servizio, mantenendo al tempo stesso tariffe stabili per le famiglie.
Il Comune ha precisato che non vi è alcuna volontà di ledere la dignità del personale scolastico e che l’adeguamento consiste nella somministrazione di un pasto monocomposto, comunque gratuito, non in una misura punitiva o discriminatoria. È stato inoltre ricordato che il personale docente non dipende dal Comune ma dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, e che l’ente locale non può più farsi carico di costi aggiuntivi rispetto alle risorse trasferite dallo Stato.
Segala ha inoltre annunciato di aver scritto al Ministero per chiedere la copertura dei costi sostenuti dagli enti locali, evidenziando come tra rincari e spese obbligatorie i Comuni non possano continuare a sobbarcarsi oneri che spettano ad altre articolazioni dello Stato.
Le critiche del personale scolastico
La decisione ha però suscitato malumori tra gli insegnanti, che lamentano di essere stati informati della novità solo in modo indiretto, attraverso le comunicazioni destinate a chi segue diete particolari o tramite il personale della mensa. Alcuni docenti hanno espresso preoccupazione per la scelta del Comune, sostenendo che si tratti di un provvedimento unico nel panorama nazionale e che possa rappresentare un attacco al tempo pieno scolastico. A loro avviso, la riduzione del pasto rischia di compromettere il modello educativo basato sulla continuità didattica e sulla relazione quotidiana con gli alunni.
Anche l’ex dirigente scolastico Marco Parma ha espresso il suo dissenso in una lettera aperta indirizzata al sindaco, definendo la decisione «inutile, umiliante e vessatoria». A suo avviso, la misura rappresenta una discriminazione nei confronti del personale e limita la funzione educativa degli insegnanti durante il momento del pranzo.
Assemblea sindacale il 31 ottobre
La vicenda è approdata anche sul piano sindacale. Le organizzazioni FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda UNAMS e ANIEF hanno proclamato lo stato di agitazione e convocato un’assemblea pubblica per venerdì 31 ottobre dalle 8 alle 11 al Parco di via E. De Nicola, vicino alla Casa comunale. L’iniziativa avrà come tema i «tagli alle mense scolastiche» e la difesa del tempo pieno.
Nel comunicato diffuso da FLC CGIL Milano si legge che la misura lede «il diritto al pasto e alla dignità dei lavoratori della scuola», aprendo una discussione che coinvolge il rapporto tra enti locali, Stato e mondo dell’istruzione.
L'impegno del Comune di San Giuliano Milanese per le scuole cittadine
Confronto aperto
Il Comune ribadisce la volontà di mantenere il dialogo con le scuole. Segala ha sottolineato che la collaborazione con i dirigenti scolastici e con il personale educativo rappresenta un punto fermo e che l’amministrazione è disponibile a valutare eventuali soluzioni migliorative compatibili con le norme e con la sostenibilità economica.
La vicenda resta aperta, in attesa della risposta del Ministero e dell’esito dell’assemblea di venerdì.
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