Film italiani sul gioco: i titoli più famosi

Screenshot dal Film: Febbre da Cavallo (1976)

Screenshot dal Film: Febbre da Cavallo (1976)

Il mondo del gioco, con le sue regole ma anche le tensioni, le speranze e tutte le ambiguità, ha sempre offerto al cinema italiano spunti narrativi intensi e drammatici. Dalle partite a poker all’azzardo clandestino, senza dimenticare le sfumature più negative, diversi registi hanno scelto di esplorare questo universo ricco di sfumature morali. Sono tante le pellicole a livello internazionale dedicate a questi argomenti ma, volendo circoscrivere la ricerca unicamente a quelle italiane, l’analisi si fa ancor più specifica.

Regalo di Natale - 1986

Diretto da Pupi Avati, Regalo di Natale è probabilmente il film italiano più emblematico sul gioco. Ambientato durante la notte della vigilia, in un salotto borghese, racconta la lunga e logorante partita a poker tra quattro amici di vecchia data e un quinto giocatore misterioso. Il cast è di prim’ordine: Diego Abatantuono, Alessandro Haber, Carlo Delle Piane, Gianni Cavina e George Eastman. La tensione si sviluppa lentamente, tra vecchi rancori, silenzi e colpi bassi. Forse la potrebbe lasciare interdetti gli appassionati del tavolo verde che ovviamente conoscono alla perfezione tutte le regole del poker italiano, dato che la storia ruota intorno a un raggiro e durante la partita raccontata nel film viene menzionata una specie di regola originale denominata regalo di Natale, una concessione ad uno dei giocatori di abbandonare il tavolo senza perdite a patto di non conoscere le carte dell’avversario. Una trovata narrativa che alimenta forte tensione, rendendo il finale ricco di suspance.

La partita - 2018

Diretto da Francesco Carnesecchi, La partita non ruota attorno al gioco d’azzardo in senso stretto, ma affronta la passione calcistica in chiave ossessiva, come fosse una scommessa continua sull’esito della vita. Ambientato nella periferia romana, il film segue le vicende di un allenatore, un presidente di club e un giovane calciatore, in un intreccio che parla di aspettative tradite, sacrifici e illusioni. Il gioco del calcio diventa metafora della sconfitta e della ricerca del riscatto, in un’Italia popolare dove tutto può cambiare in novanta minuti.

La matassa - 2009

In questa commedia con Ficarra e Picone, il gioco d’azzardo fa capolino in forma grottesca e surreale. Uno dei protagonisti si ritrova immerso in un giro di scommesse illegali e partite truccate, tra mafiosi, equivoci e travestimenti. Anche se il tono è leggero, il film mette in scena il lato oscuro del gioco come trappola sociale, da cui si cerca disperatamente di uscire senza finire schiacciati. La comicità dei due attori siciliani non cancella le riflessioni più profonde su debiti, inganni e solitudine.

Febbre da cavallo - 1976

Diretto da Steno e interpretato da Gigi Proietti e Enrico Montesano, è entrato di diritto tra i più noti film italiani. Si tratta ormai di un classico senza tempo, recentemente restaurato grazie al lavoro della Cineteca di Bologna. Il film è un’ode tragicomica alla ludopatia, raccontata con ironia e ritmo incalzante. I protagonisti sono scommettitori incalliti che vivono tra ippodromi e ricevitorie, cercando la giocata vincente che cambi loro la vita. Tra cavalli dal nome bizzarro, sistemi improbabili e fughe rocambolesche dai creditori, quest’opera dipinge un’Italia popolare e autentica (nello specifico le borgate di Roma), dove il gioco è una religione quotidiana. Ancora oggi citatissimo, ha avuto un seguito nel 2002 con Febbre da cavallo - La mandrakata, diretto da Carlo Vanzina e con Proietti di nuovo protagonista.