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San Giuliano Milanese, voto da remoto e decoro istituzionale, un lettore chiede di rivedere le regole

Dopo il caso del consigliere collegato dallo stadio, una lettera del dott. Paolo Rausa solleva il tema dei limiti alla partecipazione online nei Consigli comunali

Il caso del voto espresso da remoto durante una partita di calcio continua a far discutere a San Giuliano Milanese, alimentando un confronto che va oltre la polemica politica e tocca il tema del decoro istituzionale e delle regole che disciplinano la partecipazione ai lavori del Consiglio comunale. Dopo le prese di posizione delle forze politiche, arriva ora il contributo di un cittadino che, in una lettera, invita a riflettere sull’opportunità di restringere le modalità di voto a distanza, evitando utilizzi che rischiano di snaturarne il senso originario. 

«Il Consigliere comunale di San Giuliano Milanese vota dallo stadio per la Juventus. Leggiamo sulla stampa locale che un consigliere comunale di San Giuliano Milanese, Vito Cera di Fratelli d’Italia, abbia votato favorevolmente il bilancio di previsione del Comune nel mentre la Juventus segnava un goal alla Roma, mentre era collegato con il Consiglio per esercitare il suo diritto di voto online. Il fatto è che si è sentito il boato degli juventini e l’opposizione si è subito risentita non perché ha votato a favore ma perché non sarebbero state rispettate le istituzioni che vogliono un certo decoro e un comportamento consono. Non so quanto il consigliere, che ha pure rinunciato al gettone di frequenza, abbia potuto seguire l’andamento dei conti del suo comune e le azioni della sua squadra del cuore, coinvolto com’era allo stadio di calcio a Torino. Risulta che non lo abbia detto, cioè non abbia specificato il suo grado di coinvolgimento nei due avvenimenti. Probabilmente il Regolamento Comunale non lo prescrive ed è questo il problema: neppure il Segretario Comunale, né il Sindaco e né il Presidente del Consiglio Comunale hanno avuto da eccepire. Una modalità che consente a chi per diverse e gravi e importanti ragioni non può assicurare la presenza ma può seguire da remoto viene dilatata e stravolta fino a consentire l’una e l’altra cosa, partecipare al dibattito consigliare e tifare ingenuamente per la propria squadra del cuore e fare la ola e urlare quando segna. Non è una questione morale, va bene esercitare la sua funzione di consigliere comunale – ne ha diritto! – e va bene sostenere allo stadio la sua squadra del cuore – ne ha diritto! – ma fare le due cose insieme non credo proprio che sia possibile. Piuttosto avrebbe dovuto far spostare la riunione del Consiglio Comunale oppure il punto all’ordine del giorno, far discutere del bilancio comunale dopo la partita, insomma trovare un altro espediente plausibile. Non mescolare l’una cosa e l’altra. Noi siamo così, propensi a fare tante cose insieme, come friggere le ciambelle ma senza garantire che tutte riescano con il buco. Vedano i consiglieri comunali se non sia il caso di restringere le modalità di voto da remoto alle ragioni rilevanti, escludendo magari la partecipazione ai giochi dello stadio. San Giuliano Milanese, 22/12/2025. Paolo Rausa, Lista Civica “Fare Comunità”»

La lettera riporta il dibattito su un piano regolamentare e istituzionale, ponendo l’accento sulla necessità di chiarire quando e come il voto da remoto possa essere utilizzato, affinché resti uno strumento di garanzia e non diventi motivo di controversia.