Patto dei Sindaci e datacenter: Lantieri e Segrate Libera mettono i numeri sul tavolo
Segrate ha firmato l'impegno europeo per ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030. Sei mesi dopo la conferenza di Parigi, il sindaco Micheli ha inaugurato un impianto industriale da 132 MW di generatori diesel a cento metri dalle case
Daniele Lantieri e Segrate Libera tornano il 16 aprile con un nuovo intervento che affronta il tema della sostenibilità ambientale con strumenti tecnici precisi. «Qui non si tratta di promesse vaghe o di progetti slittati», scrive Lantieri. «Si tratta di numeri, di impegni formali sottoscritti, e di una contraddizione che è misurabile con la fisica».
L'impegno formale del Patto dei Sindaci
Nel 2021 il Comune di Segrate ha aderito al Patto dei Sindaci — l'EU Covenant of Mayors, il più grande movimento mondiale di governi locali che si impegnano volontariamente sugli obiettivi climatici ed energetici dell'Unione Europea. L'obiettivo principale è la riduzione delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli di riferimento. Secondo Lantieri non si tratta di una dichiarazione di intenti generica: «È un impegno formale che prevede la redazione di un Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima, il monitoraggio periodico delle emissioni, e la rendicontazione pubblica dei risultati».
I palcoscenici internazionali
Attorno a questo impegno, scrive Lantieri, Micheli avrebbe costruito «una narrativa di respiro europeo». Nel 2021 Segrate sarebbe stata invitata a presentare i propri progetti ambientali alla COP26 di Glasgow, uno dei tre comuni europei selezionati. Nel settembre 2025, pochi mesi prima della fine del mandato, Micheli avrebbe presentato il Chilometroverde in una conferenza internazionale di decarbonizzazione a Parigi. Sul suo profilo LinkedIn, riporta Lantieri, si legge: «Dal 2021 la città si è posta sfidanti obiettivi di sostenibilità, aderendo al Patto dei Sindaci». Intervistato da Urbanfile nel novembre 2025, Micheli si sarebbe definito un sindaco ambientalista e avrebbe rivendicato Segrate come modello europeo di città sostenibile.
I numeri che nessuno ha comunicato
È qui che Lantieri entra nel merito tecnico. Il datacenter CyrusOne MIL1 consumerà, a regime, circa 201.000 MWh di energia elettrica all'anno. Anche ipotizzando energia al 100% rinnovabile — come dichiarato — questo impianto produrrebbe annualmente circa 724 terajoule di calore scaricati nell'atmosfera attorno a Redecesio, «perché l'operatore della rete di teleriscaldamento non è ancora stato trovato».
Sui generatori diesel di emergenza da 132 MW, Lantieri fornisce stime ricavate, precisa, «dalla documentazione tecnica depositata al MASE nell'ambito delle procedure VIA». Nelle sole prove mensili obbligatorie, ogni anno questi generatori emetterebbero circa 1.040 tonnellate di CO2, circa 9.600 kg di NOx e circa 320 kg di polveri sottili. «Questi numeri non li ho inventati», scrive. E ricorda che le procedure VIA al MASE hanno ancora due verifiche di ottemperanza aperte.
La domanda che nessuno ha fatto
Lantieri pone una serie di domande precise: dove sono i rapporti di monitoraggio pubblici sulle emissioni di CO2 di Segrate? Quali sono i dati baseline? Qual è il trend degli ultimi quattro anni? Di quanto si è distanti dall'obiettivo meno 40% al 2030? «Nessuno di questi documenti è stato comunicato ai cittadini in modo accessibile», scrive. «Sul sito del Comune non esiste una sezione dedicata al monitoraggio degli obiettivi climatici. L'impegno è stato usato come strumento di comunicazione internazionale — Glasgow, Parigi, conferenze, palcoscenici — senza che i cittadini di Segrate potessero verificare se stesse producendo risultati reali».
Il 25 marzo 2026
Sei mesi dopo la conferenza di Parigi, scrive Lantieri, il sindaco Micheli ha posato la prima pietra del datacenter CyrusOne MIL1 con la pala in mano davanti alle telecamere, dichiarando che l'impatto ambientale è «inferiore alle alternative». «Forse è così», commenta Lantieri. «Ma questo andrebbe dimostrato con dati pubblici, verificabili, confrontabili con gli obiettivi del Patto dei Sindaci. Non dichiarato in una cerimonia inaugurale».
La parola difficile da evitare
Lantieri non usa la parola greenwashing con leggerezza — anzi, precisa di non usarla volentieri «perché è diventata un'accusa inflazionata». Ma conclude che «quando un sindaco va a Parigi a presentare il suo progetto verde e sei mesi dopo inaugura un impianto industriale da 132 MW di generatori diesel a 100 metri dalle case, senza mai aver pubblicato un rapporto di monitoraggio sulle emissioni comunali, quella parola diventa difficile da evitare».
La chiusura è affidata a una domanda secca: «L'obiettivo del Patto dei Sindaci è meno 40% di CO2 entro il 2030. Mancano quattro anni. Il datacenter sarà operativo nel 2027. Qualcuno ha fatto i conti? Se sì, li mostri. Se no, forse era meglio non andare a Parigi».
La newsletter Segrate Libera di Daniele Lantieri è consultabile su Substack. La redazione di 7giorni continuerà a seguire la serie in vista delle elezioni comunali.
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