San Giuliano Milanese, La Pavoni, il centrodestra chiede una risposta immediata
Deroga al regolamento per portare subito il caso in Consiglio comunale e difendere oltre 30 posti di lavoro a San Giuliano Milanese
Marco Segala Sindaco di San Giuliano Milanese
La posizione della maggioranza
I gruppi di maggioranza del Consiglio comunale di San Giuliano Milanese – Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viviamo San Giuliano – lanciano un appello chiaro e urgente sulla vicenda dello stabilimento La Pavoni. Al centro della preoccupazione c’è la possibile cessione di un ramo d’azienda che potrebbe coinvolgere oltre 30 lavoratori su un totale di 45, con il rischio concreto di un ridimensionamento dello storico sito produttivo.
La maggioranza sottolinea come l’Amministrazione comunale si sia già attivata in modo concreto, partecipando al presidio davanti alla fabbrica e avviando interlocuzioni istituzionali con Regione Lombardia per chiedere l’apertura di un tavolo di confronto e un’audizione in Commissione.
La richiesta di una deroga per accelerare i tempi
Per rafforzare l’azione istituzionale, è stato predisposto un ordine del giorno da discutere in Consiglio comunale. Tuttavia, la coincidenza con la seduta dedicata al rendiconto di gestione, che non consente la trattazione di altri atti, ha reso necessario un passaggio procedurale.
Per questo motivo, la maggioranza ha chiesto la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo – prevista per lunedì – con l’obiettivo di valutare una deroga al regolamento che permetta di affrontare subito il tema in aula.
I gruppi dichiarano: «Di fronte al rischio concreto di perdere oltre 30 posti di lavoro e di vedere svuotato uno stabilimento storico, riteniamo che non si possa attendere. Serve una presa di posizione chiara e tempestiva del Consiglio Comunale».
Il contenuto dell’ordine del giorno
L’atto predisposto punta a tutelare sia l’occupazione sia la continuità produttiva del sito sangiulianese. Nel documento si ricorda che La Pavoni, fondata nel 1905 e acquisita dal gruppo SMEG nel 2019, rappresenta un presidio industriale di valore per il territorio.
Tra i punti principali emerge la forte criticità legata al possibile trasferimento di circa due terzi della forza lavoro verso un sito in provincia di Verona, a circa 180 chilometri di distanza, con il rischio di un progressivo svuotamento dello stabilimento locale.
L’ordine del giorno impegna il sindaco e la giunta a proseguire nel confronto con azienda e sindacati, a sollecitare Regione Lombardia per l’attivazione di un tavolo istituzionale e a monitorare costantemente l’evoluzione della vertenza, informando il Consiglio comunale sugli sviluppi. Inoltre, invita il gruppo SMEG a riconsiderare le proprie scelte industriali, privilegiando soluzioni che garantiscano la permanenza della produzione sul territorio.
L’appello al confronto bipartisan
La maggioranza auspica anche una convergenza politica ampia, chiedendo alle opposizioni di riconoscere l’urgenza della situazione. «La Pavoni rappresenta un pezzo di storia industriale del nostro territorio. Difendere questi posti di lavoro significa difendere competenze, identità e futuro», sottolineano i gruppi consiliari.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un fronte istituzionale compatto per salvaguardare l’occupazione e mantenere attiva una realtà produttiva simbolo di San Giuliano Milanese.
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