In Italia quasi il 40 % dei grandi elettrodomestici dismessi non arriva agli impianti di trattamento e smaltimento autorizzati

Lo rivela un'inchiesta di Altroconsumo in collaborazione con il consorzio Ecodom, il Consorzio italiano per il recupero e riciclaggio elettrodomestici distribuito in tutto il territorio nazionale

A rivelare che in Italia quasi il 40 % dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) non arriva agli impianti di trattamento autorizzati è stata un’indagine condotta da Altroconsumo in collaborazione con il consorzio Ecodom (Consorzio italiano per il recupero e riciclaggio elettrodomestici) con riferimento a 205 RAEE proveniente da località distribuite in tutto il territorio nazionale. Un progetto cui hanno partecipato tutte le regioni d’Italia e in particolar modo la Lombardia, nel quale sono stati inseriti all’interno di 205 elettrodomestici di grosse dimensioni quali frigoriferi e lavatrici dismessi o rotti, che sono stati generosamente offerti alla causa dai cittadini, dei tracker GPS, alimentati a batteria, al fine di monitorare in tempo reale i movimenti dei RAEE con la tecnologia satellitare su una mappa Google. 
Dalla ricerca è emerso che, al 30 settembre 2019, sul campione valido di 174 RAEE (poiché di 31 esemplari, alcuni sono ancora in viaggio e in altri il GPS ha interrotto anticipatamente la connessione) solo 107 esemplari, che sono il 61% de totale sono arrivati negli impianti autorizzati dove è possibile un loro corretto trattamento ed eventuale smaltimento dal punto di vista ambientale. 
I restanti 67 esemplari, invece, non hanno seguito il corretto smaltimento e hanno preso strade alternative: alcuni sono finiti in centri non autorizzati, altri in abitazioni private e infine altri ancora nei mercatini dell’usato nei quali però vengono rivenduti senza il corretto trattamento per il riutilizzo, con potenziali danni per la sicurezza dei futuri consumatori. Il 39% dei grandi RAEE domestici, quindi,  non arriva alla corretta destinazione. L’indagine ha portato alla luce svariati aspetti critici che impediscono il corretto funzionamento del sistema di smaltimento, partendo dalla mancanza di servizi efficaci per i cittadini per la sicura dismissione dei RAEE in alcune regioni d’Italia, fino al comportamento scorretto di alcuni centri di dismissione, che in taluni casi hanno trasferito gli apparecchi a impianti di rottamazione o di lavorazione metalli e in altri, hanno effettuato inutili passaggi multipli tra isole ecologiche. Le problematiche maggiori però nel nostro paese, sono l’incompletezza del quadro normativo, riscontrabile anche dalla mancata emanazione, dal 2014 a oggi, del Decreto sulla qualità del trattamento dei RAEE oppure sull’assenza di una regolamentazione sulla preparazione per il riutilizzo di tali rifiuti, e l’insufficiente livello di controlli sulla filiera che comporta lo sviluppo di una molteplicità di flussi paralleli e illeciti. L’indagine è stata realizzata perché nonostante gli aumenti percentuali di raccolta dei rifiuti RAEE registrati negli ultimi anni, gli studi di settore dimostrano che solo un terzo degli stessi raggiunge i Centri Collettivi per il trattamento e l’eventuale smaltimento rifiuti elettronici di grandi dimensioni. Per avere qualche informazione in più è giusto sapere che la raccolta dei RAEE è prevista, regolata e organizzata in cinque raggruppamenti: 1) R1 (Freddo e Clima): frigoriferi, congelatori, condizionatori; 2) R2 (Grandi Bianchi): lavatrici, lavastoviglie, forni, boiler…; 3) R3 (TV e Monitor): vecchi schermi a tubo catodico CRT, schermi a LED, al plasma, e nuove tecnologie;  4) R4 (tutte le altre apparecchiature al di fuori degli altri Raggruppamenti): piccoli RAEE come aspirapolvere, macchine per cucire, ferri da stiro, friggitrici, frullatori, computer, stampanti, telefoni cellulari, apparecchi per illuminazione;  5) R5 (sorgenti luminose): tubi fluorescenti al neon, lampade a risparmio energetico. 

Il ciclo di smaltimento con cui i cittadini possono disfarsi di un RAEE, invece, passa attraverso i sistemi di raccolta comunali, oppure tramite i negozi presso cui acquistano una nuova apparecchiatura ai quali può essere consegnato il vecchio elettrodomestico che viene sostituito. In seguito al conferimento del RAEE ad un’isola ecologica o ad un luogo di raggruppamento (normalmente previsto per i negozi), il RAEE viene portato agli impianti di trattamento per il riciclo.  
Si auspica quindi, in un’ottica di sviluppo sostenibile per un pianeta più sano e pulito che si verifichi un implemento della normazione, dei controlli e dell’informazione dei cittadini sullo smaltimento nonché sul trattamento per un corretto riutilizzo dei c.d. Grandi Bianchi. 

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