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Paullo, altri 3.000 euro per l'avvocato del cantiere PNRR alla scuola dell'infanzia. Per un totale di 13.000 euro

Il Comune aumenta di tremila euro il compenso all'avvocato incaricato di supportare i tecnici comunali nella gestione del cantiere PNRR per la scuola dell'infanzia. La causa? Un ricorso al tribunale amministrativo presentato dall'impresa costruttrice.

Il cantiere della scuola dell'infanzia finanziato con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza continua a far parlare di sé. Questa volta non per i lavori, ma per le spese legali che stanno lievitando attorno all'appalto.

Con una determinazione firmata il 22 luglio dal responsabile del settore tecnico, l'architetto Andrea Marzioni, il Comune di Paullo ha deciso di aumentare di tremila euro il compenso all'avvocato Ettore Notti, lo stesso che da due anni affianca i tecnici municipali nella gestione giuridica del contratto di lavori affidato all'ATI Cetola LMF.

Il primo incarico era stato assegnato nel 2024, con un compenso di diecimila euro, per garantire all'ufficio tecnico un supporto in materia giuridica e amministrativa nell'ambito di un appalto di una certa complessità come quello dei fondi PNRR. L'assistenza ha funzionato bene fino a quando l'impresa LFM — parte dell'associazione temporanea aggiudicataria — ha deciso di presentare un ricorso al TAR contro il Comune. Un'iniziativa legale non coperta dalla polizza assicurativa che l'ente aveva stipulato, e che ha quindi richiesto un'ulteriore attività da parte dell'avvocato Notti, il quale ha predisposto l'istanza di parte per rispondere al ricorso.

Da qui la decisione di integrare l'incarico: duemila euro in più, cui si aggiungono Cassa Forense e IVA, per un totale di tremila euro. La spesa viene imputata al capitolo PNRR del bilancio 2026 e rientra nelle risorse vincolate a questo progetto.

Il cantiere riguarda l'intervento previsto dalla Missione 4, Componente 2 del PNRR, dedicata al rafforzamento dell'istruzione prescolare. L'opera rientra nel piano di potenziamento delle strutture per la prima infanzia promosso dal governo italiano nell'ambito dei fondi europei post-pandemia.

Per il Comune si tratta di un appalto non semplice, con una struttura contrattuale articolata e un'impresa che evidentemente ha sollevato contestazioni lungo il percorso. Il ricorso al TAR è un segnale che qualcosa nel rapporto tra stazione appaltante e costruttore non ha funzionato come previsto, anche se la delibera non entra nel merito della vicenda.

L'importo complessivo per il supporto legale sull'appalto sale così a tredicimila euro, a carico dei fondi PNRR. Una cifra che rientra nei costi di gestione di grandi appalti pubblici, ma che sarà necessario monitorare per capire se ulteriori sviluppi del contenzioso potranno portare a nuovi aumenti.

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