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Crisi Deligusti, protesta a Milano: «Licenziamenti ingiusti, non ci arrendiamo»

I lavoratori dello stabilimento di Melegnano manifestano davanti ad Assolombarda: fumata nera nell’incontro con l’azienda che conferma il trasferimento della produzione in Spagna

Lunedì 20 ottobre si è spostata a Milano, davanti alla sede di Assolombarda, la protesta dei dipendenti della Deligusti di Melegnano, l’azienda specializzata nel confezionamento di pesce marinato che ha annunciato 38 licenziamenti entro la fine dell’anno. Durante l’incontro tra i rappresentanti sindacali e la direzione aziendale, i lavoratori hanno manifestato tutta la loro preoccupazione e la rabbia per una decisione che segna, di fatto, la chiusura del sito produttivo melegnanese. Cartelli, bandiere e slogan hanno accompagnato la protesta, che punta a difendere non solo i posti di lavoro, ma anche il valore produttivo di uno stabilimento considerato un patrimonio di professionalità e competenze. La Deligusti, oggi di proprietà di una multinazionale spagnola, ha deciso di trasferire la produzione nella Penisola iberica, mantenendo in Lombardia soltanto l’ufficio amministrativo. «L’azienda parla di perdite per 400mila euro, ma non ci ha ancora mostrato documenti ufficiali. E soprattuttoafferma Franco Sigismondi, dirigente Ugl Milanonon si è nemmeno tentato di ricorrere ad ammortizzatori sociali. Si è scelto direttamente di licenziare». L’incontro in Assolombarda si è chiuso senza un’intesa. «La società si è presentata con una proposta di buonuscita irricevibileafferma ancora Sigismondi e ha ribadito la decisione di spostare tutto in Spagna». Il tavolo tra azienda e sindacati è stato aggiornato al 28 ottobre, ma il clima resta teso: i lavoratori non escludono nuovi scioperi e presidi nelle prossime settimane. A Melegnano, intanto, cresce la preoccupazione per la perdita di un sito industriale che, per anni, ha garantito occupazione e specializzazione nel settore agroalimentare.