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Deligusti, protesta a Melegnano: 38 lavoratori verso il licenziamento dopo la delocalizzazione in Spagna

La decisione della multinazionale Angulas Aguinaga cui l’azienda fa capo accende la rabbia e la mobilitazione dei dipendenti. Il sindaco Bellomo chiede un confronto e offre la propria mediazione

I lavoratori in presidio stamane davanti ai cancelli dell'azienda

I lavoratori in presidio stamane davanti ai cancelli dell'azienda

È iniziata giovedì 16 ottobre la mobilitazione dei lavoratori della Deligusti, riuniti davanti ai cancelli dello stabilimento di via Cervi a Melegnano, per protestare contro l'annunciata chiusura del sito produttivo e il conseguente licenziamento di 38 dipendenti entro la fine dell’anno. Una decisione che ha scosso l’intera comunità melegnanese, dove la maggior parte degli addetti risiede o ha legami con il territorio.

La protesta e le richieste sindacali

L’azienda, specializzata nella produzione di marinati e controllata dal 2021 dal gruppo spagnolo Angulas Aguinaga, ha annunciato il trasferimento delle linee produttive in Spagna, lasciando in funzione soltanto gli uffici amministrativi e contabili di Melegnano. Le rappresentanze sindacali, che contano 45 lavoratori complessivi nello stabilimento, hanno reagito con fermezza chiedendo l’attivazione della cassa integrazione per sei mesi e l’introduzione di contratti di solidarietà, contro la proposta aziendale di un semplice incentivo all’esodo. Il primo confronto, avvenuto nei giorni scorsi, si è concluso senza accordi. Per questo motivo, oltre al presidio odierno e a quello previsto per domani davanti alla sede produttiva, è stato programmato un nuovo incontro lunedì prossimo nella sede milanese di Assolombarda, dove la vertenza approderà con la mediazione delle parti sociali.

Il ruolo del Comune e la sorpresa del sindaco

Il caso è arrivato anche sul tavolo del sindaco Vito Bellomo, che si è detto sorpreso e amareggiato per la scelta della multinazionale. L’amministrazione comunale, che in passato aveva mantenuto rapporti diretti con la precedente proprietà della Deligusti, non era stata informata delle intenzioni di spostare la produzione all’estero. «Ho convocato i rappresentati della Deligustiha fatto sapere il primo cittadino - perchè qui ci sono a rischio tanti posti di lavoro. Si tratta di un' azienda arrivata a Melegnano nel 2013, che ha dato lavoro a tante persone anche della nostra città. Questa decisione improvvisa spiazza anche le istituzioni e noi faremo di tutto per tutelare i lavoratori».

Le motivazioni della delocalizzazione

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, la direzione aziendale avrebbe giustificato la chiusura con l’aumento dei costi delle materie prime seguito alla pandemia e con un calo dei consumi di prodotti marinati in Italia, stimato intorno al 5%. Nonostante ciò, anche in Spagna, dove verrà trasferita la produzione, il mercato avrebbe registrato una contrazione analoga, rendendo poco chiara la logica industriale della decisione.

Fabio Raimondo (FdI): «porterò la vicenda in Parlamento»

Al presidio odierno davanti ai cancelli Deligusti era presente anche Fabio Raimondo, Deputato FdI e in passato assessore alla Sicurezza di Melegnano. «Ho voluto essere presente per esprimere la mia piena vicinanza a queste lavoratrici e lavoratori, che da anni garantiscono con professionalità la qualità e l’eccellenza di un marchio riconosciuto ha commentato -. Dietro ogni posto di lavoro ci sono famiglie, storie, sacrifici: non possiamo permettere che logiche puramente economiche cancellino in pochi mesi ciò che è stato costruito in decenni. Mi impegno a portare anche questa vicenda in Parlamento con una interrogazione, per accendere i riflettori su una situazione che riguarda non solo Melegnano ma l’intero tessuto produttivo del Sud-Est Milano. La difesa del lavoro deve rimanere una priorità assoluta».

Una vertenza dal forte impatto territoriale

La vicenda Deligusti si inserisce in un contesto più ampio di tensione nel comparto alimentare lombardo, dove diversi stabilimenti stanno affrontando processi di riorganizzazione o delocalizzazione. Per Melegnano, però, la chiusura rappresenterebbe una perdita doppia: non solo di posti di lavoro, ma anche di una realtà produttiva che negli anni aveva contribuito al tessuto economico locale. La battaglia, intanto, prosegue ai cancelli e nelle sedi istituzionali. I lavoratori chiedono tempo e strumenti per evitare un epilogo che pare già scritto, mentre la città si stringe attorno a chi rischia di perdere tutto a pochi giorni dal Natale.